Al via la manutenzione dell’amato “Gran pino” simbolo di Cavriago
Il Comune ottiene 12mila euro di finanziamenti regionali Al lavoro una ditta specializzata per la cura del verde
CAVRIAGO. Il “Gran pino” per Cavriago e i suoi abitanti non è solo il cedro (Cedrus atlantica) di oltre 30 m di altezza che svetta vicino al sagrato della chiesa di San Terenziano, ma è anche il protagonista di racconti, storie e aneddoti: il maestro Giuseppe Caliceti nella Guida narrativa di Cavriago racconta che fa mostra di sé questo maestoso e secolare albero «da prima che l’Unione Sovietica donasse a Cavriago il busto di Lenin». Massimo Zamboni nella sua ultima opera “La trionferà” racconta come cartelli di protesta fossero stati appesi tra i suoi rami così da essere visibili a tutti, poiché non c’è cavriaghese che passando dalla piazza non dia un’occhiata a quel vegliardo.
È stato quindi accolto con estrema soddisfazione il finanziamento che il Comune ha ottenuto per la manutenzione straordinaria di questa pianta: circa 12mila euro dal servizio Aree protette, Foreste e Sviluppo della montagna della Regione Emilia-Romagna.
Non ci si limiterà alla rimozione dei rami secchi e al diradamento della chioma dove necessario, ma verrà sistemata tutta l’area intorno. I lavori verranno documentati con foto e riprese video che verranno poi pubblicati sugli strumenti di comunicazione del Comune di Cavriago.
Tutto inizierà domani, 14 marzo. L’obiettivo è dare respiro alle radici del “Gran pino”. Verranno rimossi giochi, panchine e la recinzione, per consentire di effettuare il decompattamento dell’area e migliorare la qualità del suolo nel quale affondano le radici. Successivamente inizieranno i lavori di rimonda del secco e la prima riforma della chioma.
Gli esperti potatori utilizzeranno il tree-climbing: questa tecnica consente di effettuare un lavoro di grandissima precisione e rispetto del grande albero. La prima parte dei lavori si concluderà con la cippatura di tutto il materiale di risulta della potatura che verrà distribuito sotto il Cedro, nell’area di rispetto delle radici per ridare al terreno ciò che in un ambiente naturale si trasformerebbe in nutrimento per la pianta.
In un secondo momento, verrà impiantata una nuova recinzione di pregio inoltre sarà montato un cartello che racconterà la storia e le caratteristiche della pianta.
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