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Novellara, caso Saman Abbas: lo zio e il cugino ancora in silenzio davanti al magistrato

Elisa Pederzoli
Novellara, caso Saman Abbas: lo zio e il cugino ancora in silenzio davanti al magistrato

La pm Laura Galli e i carabinieri si sono recati in carcere. Atteso a Reggio per la prossima settimana Numanulhaq

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NOVELLARA. Mentre il tempo corre e si avvicina a grandi passi il primo triste anniversario dall’ultima volta in cui Saman Abbas è stata vista viva – era il 30 aprile 2021 – gli investigatori non si fermano. Ieri, il sostituto procuratore Laura Galli titolare dell’indagine per sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere si è recata nel carcere di Reggio Emilia insieme ai carabinieri nel Nucleo investigativo per interrogare ancora una volta lo zio Danish Hasnain e il cugino Ikram Ijaz. Ma entrambi non hanno voluto parlare. Il cugino Ijaz – difeso dall’avvocatessa del Foro di Bologna Mariagrazia Petrelli – era stato il primo a essere arrestato, il 29 maggio 2021: era su un pullman a Nimes, diretto a Barcellona. Gli investigatori italiani cercavano anche lui dopo che, appurata la sparizione di Saman Abbas – la 18enne pakistana del cui caso si stavano occupando i carabinieri dopo la denuncia contro i genitori per un matrimonio combinato al quale non voleva piegarsi –, lui, l’altro cugino, lo zio della giovane e i genitori della stessa ragazza erano spariti da un giorno all’altro dall’azienda agricola di Novellara, in cui tutta la famiglia lavorava e viveva. Una fuga vera e proprio che non ha fatto altro che alimentare sospetti e preoccupazioni circa la fine della povera ragazza. Decisivo per le indagini era stato trovare al confine con la Francia il fratello minore di Saman: le sue dichiarazioni cristallizzate in un incidente probatorio a metà giugno hanno confermato il sospetto che Saman sia stata uccisa. La latitanza dello zio Danish è durata nove mesi, fino all’arresto a Parigi il 22 settembre. Ora, è difeso dall’avvocato Domenico Noris Bucchi: una nomina di pochi giorni. Il legale non ha ancora potuto incontrare l’indagato. Lo farà nei prossimi giorni.

I due parenti condividono la stessa cella, alla Pulce.

Intanto, si attende l’arrivo in Italia del cugino Numanulhaq Numanulhaq – difeso in Italia dall’avvocato Luigi Scarcella – dopo l’arresto a Barcellona, il 14 febbraio scorso. Dopo l’ok delle autorità giudiziarie catalane, l’uomo potrebbe arrivare già lunedì o martedì. I genitori sono ancora latitanti.

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