Decine di profughi ospitati da parenti, lunghe code per registrarsi in questura
Controllati i documenti agli ucraini arrivati in queste ore a Reggio Emilia. Il Comune attiva uno sportello informazioni in città
REGGIO EMILIA. Hanno aspettato con pazienza per regolarizzare il loro status dopo l’arrivo alla spicciolata in queste ore a Reggio Emilia. Sono le decine di profughi ucraini scappati dalla guerra, arrivati per buona parte con mezzi propri o attraverso passaggi auto organizzati, per essere ora ospitati nelle case di parenti e connazionali ucraini già inseriti nel tessuto reggiano.
LA PRIMA ONDATA
Una prima ondata che si avvicina velocemente a quota duemila persone, molte delle quali si sono presentate ieri davanti all’ufficio immigrazione della questura di Reggio. Tra la serpentina delineataa dalle transenne si è formata infatti una lunga fila di persone, allungatasi ieri per decine di metri, segno degli arrivi in gran numero dei profughi ucraini.
Secondo quanto stabilito dal ministero dell’Interno, i cittadini ucraini in possesso di passaporto sono infatti esentati dal visto d’ingresso e possono permanere sul territorio italiano fino ad un massimo di 90 giorni dal momento dell’ingresso nell’area Schengen. Ma la maggior parte ha deciso di rimanere in Italia oltre i 90 giorni e deve presentarsi nell’ufficio immigrazione della questura di Reggio, dove ieri hanno ricevuto tutte le informazioni necessarie sulle diverse possibilità di permanenza regolare sul territorio italiano.
Gli ucraini, per buona parte donne, si sono quindi uniti agli altri stranieri che solitamente affollano l’entrata posteriore della questura, quella che si affaccia su viale Piave. Una volta entrati a loro volta nell’ufficio immigrazione sono stati sottoposti al controllo documenti, vale a dire al controllo del passaporto con il timbro di ingresso per poter ottenere il permesso di soggiorno. Per i minori è stato invece richiesto l’atto di nascita tradotto in italiano, per produrre il quale i profughi ucraini sono stati poi messi in contatto con il consolato in Italia. Quelli che hanno dichiarato di non aver nessun parente dal quale trovare ospitalità, sono stati presi in carico dalla prefettura e dalle cooperative all’interno della convezione pubblica con la quale viene gestita l’accoglienza dei migranti a livello locale.
LO SPORTELLO
Intanto il Comune di Reggio ha ufficializzato per venerdì 18 marzo l’apertura dello Sportello informativo Ucraina - finanziato dal Piano regionale Multiazione Emilia-Romagna CaspEr 2 e gestito dalla cooperativa Dimora d’Abramo - per fornire informazioni e supporto per i percorsi di regolarizzazione dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra.
Lo sportello, attivo solo per persone presenti sul territorio comunale di Reggio Emilia, offrirà indicazioni e orientamento sulle procedure giuridico-amministrative da seguire: saranno presenti un operatore giuridico e un mediatore linguistico-culturale. Le informazioni riguarderanno le procedure da attivare, le modalità e gli uffici presso i quali rivolgersi.
«L’avvio di questo sportello – dice l’assessore al welfare Daniele Marchi – vuole essere un ulteriore aiuto concreto messo a disposizione di chi fugge dalla guerra, per fornire a chi arriva nella nostra città tutte le informazioni necessarie alla regolarizzazione dei documenti. L’accoglienza di queste persone passa anche dal non lasciarle sole nell’affrontare tutte le complessità del quotidiano e nel fornire loro tutti gli strumenti per interfacciarsi con una burocrazia che non conoscono».
Lo sportello informativo - situato in via Guido da Castello 12 - sarà attivo al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 13.30. I cittadini verranno ricevuti solo su appuntamento da concordare al seguente indirizzo mail: uisucraina@comune.re.it, indicando nome, cognome, età e il contatto telefonico dell'interessato.
Per accedere, suonare il campanello “Intercultura”: Ingresso all’ufficio dal cortile interno (porta-finestra sulla sinistra).
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