Supermercati presi d’assalto: vanno a ruba olio, pasta e farina
È accaduto a Reggio Emilia in molti superstore Conad ma anche Coop e Lidl. I titolari: «Una psicosi immotivata perché le scorte ci sono»
REGGIO EMILIA. Per qualche settimana la pasta al tonno non mancherà sulle tavole dei reggiani. Né mancherà la farina. Ma c’è anche chi si è preoccupato di poter continuare a friggere e ha fatto scorta di olio di semi, di tutti i tipi, dal mais, al girasole, lasciando gli scaffali dei supermercati desolatamente vuoti. È accaduto in molti superstore del Conad, alla Coop Baragalla e nei supermercati della Lidl ma anche di altri marchi.
Venerdì e sabato scorso sono state due giornate da bollino nero con migliaia di reggiani che hanno fatto incetta di farina, pasta, olio di semi di qualsiasi tipo e che è stato il prodotto più ricercato e poi zucchero, tonno, piselli, pelati e scatolame di ogni genere a lunga conservazione. Pur senza toccare i livelli raggiunti con il lockdown, quando a trovare il lievito era come scoprire una pepita d’oro, molti reggiani già da venerdì hanno passato la giornata facendo prima la fila ai distributori di carburante, individuando quelli con i prezzi più bassi, e poi a stipare i carrelli della spesa di prodotti ritenuti indispensabili e a rischio di scomparire. «Una psicosi immotivata, perché le scorte ci sono – spiega il titolare del Conad “Il Colle” di Montecavolo –. L’unica conseguenza è che abbiamo dovuto ordinare una maggior quantità di alcuni prodotti che già da domani (oggi, ndr) saranno sugli scaffali. A creare la psicosi è stata la doppia paura delle conseguenze dell’invasione dell’Ucraina da parte di Putin da un lato che potrebbe portare ad un blocco delle importazioni di grano, farina e olio di semi e, dall’altro, soprattutto il timore di restare senza scorte e trovare i supermercati vuoti a causa dell’annunciato sciopero degli autotrasportatori proclamato per oggi. Una mobilitazione bocciata dalla Commissione di Garanzia, per insufficiente preavviso, anche se i camionisti restano sul piede di guerra in diverse regioni.
Ieri mattina all’apertura dei principali supermercati reggiani, erano già molti gli addetti impegnati a riempire gli scaffali presi d’assalto e svuotati nel fine settimana dai consumatori incuranti degli aumenti che hanno portato a un ritocco all’insù dei prezzi di diversi prodotti. A partire dalla pasta e soprattutto del pane che da qualche giorno è lievitato in media di 40 centesimi al chilogrammo. In molti casi i gestori e i responsabili dei punti vendita, che avevano avvertito in anticipo questa psicosi, avevano aumentato prudentemente gli ordini e le scorte in magazzino e hanno così potuto riempire più volte gli scaffali nel corso delle due giornate. In altri casi, invece, una volta finite le scorte disponibili gli scaffali vuoti hanno cominciato a essere ben visibili e diventare, ha detto il gestore di un altro supermercato «un campanello d’allarme anche per chi non era partito da casa con l’intenzione di riempire a tutti i costi la dispensa». Alla coop Baragalla ad esempio già nella giornata di venerdì era arrivato l’avviso di mettere un limite all’acquisto di 4 chilogrammi di farina per tipo come è stato fatto anche in altre regioni italiane. E al Lidl il limite era, per quanto riguarda lo scatolame, non più di cinque confezioni. Una scelta non condivisa da altri supermercati perché ritenuta «una ulteriore spinta all’acquisto di alcuni prodotti». Sugli scaffali come sempre sono tristemente rimaste in bella vista solo le confezioni di pasta mezze maniche. Perché anche nel fare scorta si sceglie, quando si può, cosa comprare. Stavolta non c’è stata nemmeno la caccia al lievito. Perché, come ci ha spiegato una cassiera della coop Baragalla, «per far da mangiare bisogna avere il tempo di cucinare».
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