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Landi Renzo torna a fare utili e apre al fondo socio di Interpump

Enrico Lorenzo Tidona
Landi Renzo torna a fare utili e apre al fondo socio di Interpump

Nel 2021 il fatturato consolidato sale a 242 milioni (+17%). Nuovo piano industriale e ingresso del fondo di Tamburi

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CAVRIAGO. Landi Renzo torna all’utile e fa entrare nuovi soci puntando a un aumento di capitale da 50 milioni di euro che supporterà il nuovo piano industriale al 2025. Una svolta che giunge dopo la già potente ristrutturazione che in questi anni ha visto passare le leve nelle mani dell’amministratore delegato Cristiano Musi, che ha risanato l’azienda nonostante le incertezze dei mercati.

Landi Renzo resta infatti leader negli impianti per motori gpl e a metano e torna ora a mettere un poco di fieno in cascina a fine 2021, con un utile di 545mila euro contro la perdita da 7,8 milioni segnata nel 2020.
Una progressione nei conti che l’azienda saluta con un’evoluzione societaria di grande portata. La spa sarà controllata infatti da una newco a monte che vedrà affiancarsi alla famiglia Landi la holding Itaca Equity, il cui primo azionista è Tamburi Investment Partners (Tpi), società di investimento a cui fa capo Giovanni Tamburi, considerato il deus ex machina della crescita di molte aziende industriali italiane, prima tra tutte la Interpump di Fulvio Montipò, gioiello della meccanica reggiana che il finanziere lombardo ha sostenuto nella crescita su scala mondiale. Tamburi entrò infatti in Interpump quando l’azione valeva 3 euro ed c’è tutt’ora – peraltro come vice presidente – che l’azione vale 45 euro. Ora la mano di Tamburi si è posata su Landi Renzo, decisa a puntare sulla crescita dei motori con alimentazioni alternative.

Girefin e Gireimm, controllante Trust della famiglia Landi, insieme detengono il 59,16% delle quote della società reggiana con sede a Cavriago. In questi giorni hanno sottoscritto con Itaca Equity Holding un accordo per l’ingresso di quest’ultima in una newco – che non ha ancora un nome – che controllerà l’azienda reggiana, la cui maggioranza rimarrà in mano comune alla famiglia Landi tramite la newco, dove le due finanziare avranno almeno il 51% del capitale sociale. L’obiettivo è giungere a deliberare poi un aumento di capitale fino a massimi 60 milioni di euro. «L’operazione – si legge in una nota – è volta a supportare il piano di investimenti di Landi Renzo sia nel segmento della mobilità sostenibile che in quello delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo di idrogeno e biometano come fonti energetiche del futuro».

L’accordo prevede in particolare che i soci attuali conferiscano alla newco tutte le loro quote e i crediti vantati verso Landi Renzo fino a 18,1 milioni. Nel 2021 anche il fatturato consolidato di Landi Renzo ha raggiunto i 242 milioni, in forte crescita rispetto ai 142,5 milioni dell’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta è negativa per 133 milioni di euro (dai 73 milioni di fine 2020). Un anno di trasformazione per il gruppo Landi, che grazie ad alcune operazioni straordinarie ha visto crescere il suo perimetro di business, sia nel segmento automotive che in quello infrastrutture, ed ha accresciuto la sua esposizione verso l’idrogeno e il biometano.

«Sono particolarmente felice per gli accordi con Itaca che consente al nostro gruppo di accelerare l'ambizioso piano di sviluppo già in atto nei sistemi basati su fonti energetiche sostenibili e di porci ancor più come aggregatore nei settori di riferimento», dice Stefano Landi, presidente di Landi Renzo. Il Cda ha poi deliberato un aumento di capitale fino a un massimo di 60 milioni da proporre all'assemblea degli azionisti convocata per il 29 aprile. L'operazione sarà garantita fino a 50 milioni da Itaca e dalla Famiglia Landi.

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