Reggio Emilia, molesta la vicina di casa: 54enne alla sbarra
L’uomo è accusato anche di lesioni e violenza sessuale per averla palpeggiata: per lui scatta il divieto di avvicinamento
REGGIO EMILIA L’ha perseguitata, molestata e presa di mira più volte per un’intera settimana, arrivando anche ad alzare le mani contro di lei. Un presunto aguzzino che ha generato uno stato di ansia con gravi conseguenze per la vittima, trattandosi infatti di un uomo che abitava solo due piani sotto di lei e che la donna non riusciva più a evitare. Una vicenda al centro ora di un procedimento penale che vede l’uomo, un 54enne originario della Campania e residente in città a Reggio, accusato del reato di stalking, violenza sessuale (per il palpeggiamento di un seno) e lesioni personali. Tutti reati contestati con la recidiva.
L’uomo è sottoposto ora al giudizio del collegio presieduto dal giudice Cristina Beretti, che dovrà valutare il grave caso approdato in tribunale dopo la denuncia della donna, costituitasi parte civile con l’avvocato Mario Di Frenna.
Secondo gli atti messi insieme dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, l’estate scorsa la donna, che di lavoro fa la badante, è stata presa di mira mentre era ospite in un appartamento nel condominio nel quale vive da tempo anche l’imputato assieme a moglie e figlio. Il 54enne, nel giro di pochi giorni, avrebbe più volte molestato la donna, quarantenne di origine marocchina, causandole una perdurante e grave stato di ansia e di paura, generando timore per la sua incolumità e costringendola a farsi accompagnare per uscire di casa e ad assumere degli ansiolitici.
Molestie e minacce consistite nel seguirla anche in auto. In un’occasione l’uomo l’ha addirittura afferrata per il braccio chiedendole in modo aggressivo “Perché non mi saluti?” per poi toccarle un seno, cercando di bloccarla e di darle uno schiaffo, offendendola in maniera pesante, affacciandosi in un’altra occasione sul balcone vicino alla sua abitazione, fissandola insistentemente e sputando vicino ai suoi piedi.
Tutte accuse che sono state negate dall’imputato, difeso di fiducia dall’avvocato Andrea Mazzacani, e che relega gli episodi a semplici litigi di condominio, in seguito ai quali si sono guastati i rapporti tra l’imputato e la donna.
Il giudice per l’indagine preliminare aveva disposto per lui il divieto di avvicinamento, salvo l’uomo vivere nello stesso palazzo. La misura prevedeva comunque la necessità di mantenere le distanze dai luoghi frequentati dalla vittima. Il procedimento penale ora andrà avanti in attesa della decisione dei giudici del collegio. Attesi sul banco dei testimoni ci sono tre testi citati dal sostituto procuratore Pantani e altri tre citati invece dalla difesa dell’imputato.
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