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Il grande “cuore” di Reggio Emilia fa partire altri due camion per l'Ucraina

M.R.
Il grande “cuore” di Reggio Emilia fa partire altri due camion per l'Ucraina

Sono diretti a Leopoli con più di sessanta bancali di aiuti raccolti dai reggiani. Il sindaco Vecchi: «Una mobilitazione che ha dell’incredibile». L'assessore De Franco: «Grazie a tutti» 

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REGGIO EMILIA. Altri due tir sono partiti ieri dal magazzino comunale di via Mazzacurati dove, grazie al buon cuore dei reggiani, in poco più di due settimane dall’inizio della guerra sono stati raccolti migliaia di prodotti da spedire in Ucraina. Suddivisi per categoria e inscatolati, giungeranno a Leopoli, una città dell’Ucraina occidentale a circa 70 chilometri dal confine con la Polonia, pasta e riso, biscotti, tè e caffè, farina, prodotti in scatola, e poi saponi e shampoo, pannolini e prodotti per l’igiene dei bambini, posate e bicchieri usa e getta, coperte.

«Con questi due tir – commenta l’assessore alla protezione civile, Lanfranco De Franco – siamo già a 96 bancali partiti alla volta di Leopoli, dunque inviati direttamente in aiuto alla popolazione colpita dalla guerra». Un aiuto concreto e straordinario, che non ha avuto bisogno di appelli. Fin dalla sua apertura il magazzino di via Mazzacurati ha accolto un flusso ininterrotto di reggiani, che a ogni ora portavano borse di prodotti per i rifugiati. E la raccolta continua: chi volesse dare il proprio contributo potrà recarsi nel magazzino comunale il giovedì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

La lista dei prodotti necessari è stata aggiornata dopo i primi giorni. Tra i prodotti di uso quotidiano si cercano: asciugamani, power bank, torce, piatti, bicchieri e posate monouso. Tra i prodotti alimentari a lunga conservazione (non in contenitori di vetro): pasta, riso, farina, tonno e carne in scatola, barrette energetiche, biscotti confezionati, biscotti per bambini, omogeneizzati per bambini (anche in contenitori di vetro), tè in bustine e caffè solubile, cibo per animali domestici. Tra i prodotti per igiene personale: pannolini per bambini, assorbenti, salviette umide, sapone e shampoo. Non verranno accettati altri prodotti, in quanto non ne sarebbe garantita la distribuzione. Dunque no vestiti, no sacchi a pelo e no coperte.

«Vorrei ringraziare i volontari della Protezione civile che insieme ai dipendenti del Comune garantiscono l’apertura e la gestione del magazzino di via Mazzacurati – commenta De Franco – che è poi diventato un hub di raccolta per tutta la provincia. Ringrazio anche il consolato ucraino di Milano e Verona con cui abbiamo organizzato i viaggi verso l’Ucraina». Il sindaco Luca Vecchi mette invece l’accento sulla solidarietà dimostrata dai cittadini: «Siamo di fronte a una mobilitazione straordinaria di tutta la comunità reggiana. In poco più di due settimane Reggio ha accolto oltre duemila profughi, siamo la città dell’Emilia-Romagna con il maggior numero di rifugiati, e questo grazie a una grandissima rete di accoglienza intrafamigliare che ha permesso di intercettare il 95% degli arrivi. E poi abbiamo raccolto quasi cento bancali di prodotti da inviare in Ucraina, abbiamo aperto un conto corrente per aiutare chi è arrivato a Reggio (Iban IT 83 U 02008 12834 000105890704, Bic UNCRITMM, causale: “Donazioni per emergenza umanitaria in Ucraina”), attivato una linea telefonica dedicata e uno sportello di aiuto e informazione per le pratiche legali e burocratiche. Una risposta davvero incredibile».



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