Oltre 41 ore di viaggio per salvare due fratellini
L’impresa del presidente della Croce Rossa di Reggiolo e un amico. A pagare il viaggio i colleghi dei genitori. «Quell’abbraccio vale più di tutto»
REGGIOLO. Si sono messi in viaggio da Reggiolo venerdì sera per arrivare dopo 19 ore di guida a Siret, nel Nord della Romania al confine con l’Ucraina, e mettere in salvo due bambini ucraini per riportarli dai loro genitori, nella cittadina della Bassa reggiana.
I protagonisti di questo viaggio sono Christopher Bonifazi, guastallese di 31 anni, presidente della Croce Rossa di Reggiolo, e Giorgio Gandolfi, reggiolese, marito di Carolina Finelli, vice-presidente della Croce Rossa di Reggiolo.
Assieme a loro vi era Alex, il padre di Elia e Volodimir, i due bambini, rispettivamente di 8 e 10 anni, che erano rimasti in Ucraina coi nonni.
Alex e la moglie, infatti, sono giunti a Reggiolo lo scorso anno per lavorare lui come infermiere e lei come assistente sanitario ausiliario presso la struttura per anziani Villa Aurora; i due figli li avrebbero raggiunti una volta terminato l’anno scolastico a Sumy, nel Nord-Est ucraino.
Allo scoppiare delle ostilità che hanno coinvolto fin da subito anche la loro città residenziale, i bambini si sono messi in fuga accompagnati da una zia, la quale ha deciso di rimanere in Ucraina per non abbandonare la famiglia e il marito che, essendo nell’età da arruolamento, non può lasciare i confini nazionali.
La zia è riuscita a condurre Elia e Volodimir attraverso 900 chilometridi territorio ucraino fino a Chernivtsi, vicino alla frontiera con la Romania, dove li ha aiutati a passare la frontiera e recarsi a Siret, dove si sono incontrati col padre.
Nel frattempo Bonifazi e Gandolfi assieme al papà dei bambini hanno attraversato Slovenia, Ungheria e il montuoso Nord della Romania, «a bordo di un Mercedes Vito da 9 posti – racconta Bonifazi – il cui noleggio è stato interamente pagato dai colleghi dei genitori dei due bimbi».
I viaggiatori si sono dati il cambio alla guida e in 19 ore da Reggiolo hanno raggiunto Siret, «che tra i punti di raccolta sfollati ucraini in Romania è il più lontano dall’Italia». «Per il ritorno ci sono volute 21 ore, pertanto il viaggio totale è durato 41 ore» raccontano.
Il percorso è stato provante, specie quello tra le montagne del Nord della Romania «dove abbiamo viaggiato su strade strette, ripide, a temperature abbondantemente sotto lo zero, col timore di non sapere bene che fare se si fosse presentato un qualsiasi guasto alla vettura» prosegue Bonifazi, il quale, una volta a Siret, ha contattato un amico guastallese oggi residente in Romania per sapere se vi erano altre vie meno difficoltose per rientrare verso l’Ungheria, ricevendo un diniego. Un viaggio duro, che però si affronta «se animati da un forte spirito di fraternità, dal desiderio di aiutare a seminare piccoli gesti di bene in mezzo ad un mare di atrocità e da un pizzico di sana incoscienza», confida.
Le soddisfazioni non sono mancate. «Alla fine quando ho assistito all’abbraccio tra il papà e i due bambini assieme al cagnolino, che si sono portati con loro ogni fatica è svanita, per lasciar spazio a quel gesto di amore che vale più di qualsiasi altra cosa» commenta Bonifazi. Al ritorno i due bambini hanno trovato, oltre alla madre, innumerevoli vestiti e giocattoli consegnati all’amministrazione dalla comunità reggiolese, segno della solidarietà di un’intera cittadinanza.
I bambini hanno incontrato il sindaco Roberto Angeli e in questi giorni verranno inseriti nelle rispettive nuove classi per riprendere il percorso scolastico nella loro nuova dimora, in Italia. In pace.
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