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Addio ad Edoardo Gatti, stroncato a 83 anni da un malore

Si è spento il fondatore dell’omonima storica autoscuola. Il fratello Edmondo pilotava il Dc9 che si inabissò a Ustica 


22 marzo 2022 Luciano Salsi


REGGIO EMILIA. La storica autoscuola Gatti ha perso il suo fondatore, che è morto intorno all'una nella notte fra domenica e ieri nella sua abitazione in via Zacconi, laterale di via Terrachini.

Edoardo Gatti aveva 83 anni. Le sue condizioni di salute erano buone, compatibilmente con l'età. Continuava a frequentare l'autoscuola, aiutando i figli nella sua gestione, e vi si era recato anche sabato. Un malore improvviso l'ha stroncato.

Era nato nel settembre 1938 in Corsica, dove per motivi di lavoro si era trasferita la famiglia, che poi era ritornata nel paese d'origine, Boccassuolo, sull’Appennino modenese. Lui si diplomò a Modena All'istituto Corni. All’attitudine per la meccanica associava la passione per l’automobilismo, che gli fece intraprendere una carriera di pilota. La sua specialità erano le gare in salita e in circuito nella classe 850, della quale fu per sei volte campione italiano. Dopo il diploma incominciò a lavorare come istruttore di guida, rivelandovi una spiccata vocazione insieme alla capacità di infondere fiducia negli allievi. Nel 1961 acquistò l’ex-autoscuola Pisi.

Dieci anni dopo inaugurò i locali in cui ancora si trova la sede principale della società a responsabilità limitata, al numero 39 di via Emilia Ospizio. Da allora l'attività non ha fatto che crescere e svilupparsi. Attualmente l'autoscuola dispone anche del campo prove a San Maurizio e delle sedi di Albinea, Quattro Castella, Montecavolo e Montecchio.

La soddisfazione professionale, però, è stata funestata da due gravi lutti. Il fratello Edmondo, nato due anni prima, era il pilota del Dc9 della compagnia Itavia che il 27 giugno 1980 si inabissò nella acque di Ustica. Dopo la laurea in Ingegneria aveva lavorato per un po’ nell'autoscuola, ma aveva ben presto intrapreso la carriera di pilota aeronautico. Il destino volle che fosse lui a subire, insieme ad altri ottanta passeggeri e membri dell'equipaggio, le tragiche conseguenze di un evento ancora avvolto nel mistero, un probabile duello fra velivoli militari.

Due anni dopo la figlia Nadia, diciassettenne, fu vittima di un incidente stradale. Questa irreparabile disgrazia non gli spense la passione per le corse trasmessa ai due figli Davide e Marco, che si sono dedicati al rally. Sabato scorso era felice per la vittoria della Ferrari, a cui aveva assistito.

Edoardo Gatti lascia la moglie Amelia Manzotti, più giovane di due anni, i figli Davide, Marco e Corrado, i nipoti Nicolò e Edoardo, figli di Corrado, oltre a Monica e Stefano, figli del fratello Edmondo. La salma è esposta nella sala funeraria della Croce Verde, nell'omonima via. Il funerale si svolgerà domani mattina dalle 11,15. La salma sarà portata nella chiesa di San Luigi Gonzaga, dove verranno celebrate le esequie, e poi nel cimitero di Coviolo in attesa della cremazione.


 

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