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IL DELITTO DI CASTELNOVO SOTTO

Ha ucciso la suocera: l'arrestato vuol vedere i propri figli

Ha ucciso la suocera: l'arrestato vuol vedere i propri figli

La difesa: «Sta capendo la gravità di quanto commesso». Si profila la richiesta della perizia psichiatrica sul 36enne  liberiano Osborne Antwi Tukpeh

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CASTELNOVO SOTTO. Ha parlato per circa un’ora – videocollegato dal carcere della Pulce – il liberiano 36enne Osborne Antwi Tukpeh, che lunedì mattina, nella villetta a schiera di via Rossini, ha ucciso la 60enne Tiziana Gatti, madre della sua compagna, da cui si sta separando.

Un’udienza di convalida dell’arresto contrassegnata dal dolore, come conferma – all’uscita ai giornalisti – l’avvocatessa Rosanna Beifiori, che difende l’omicida. «Il mio assistito ha ammesso i fatti, confermando quanto già dichiarato nell’interrogatorio affrontato nelle ore subito successive al delitto. Non ha aggiunto particolari. Osborne è una persona – rimarca il legale – che soffre per quello che ha fatto. Sta cominciando a comprendere il patimento e il dolore che ha causato nelle persone coinvolte. Occorre tempo, ma si sta avvicinando alla piena consapevolezza della gravità del fatto commesso».

Il 36enne è accusato di omicidio con due aggravanti, cioè i futili motivi e l’aver ucciso alla presenza del figlio minorenne (il maggiore di 5 anni, mentre l’altro, di un anno e mezzo, dormiva). «Il bambino ha assistito all’inizio dell’alterco fra il padre e la nonna», conferma il legale. E proprio dei suoi due bambini l’arrestato ha parlato con il difensore: «Mi ha chiesto se può vederli – spiega l’avvocatessa Beifiori – è preoccupato per loro e dispiaciuto per il dolore che ha procurato loro. Nell’immediato non può certo vedere i figli; la situazione è delicata, interverranno i servizi sociali. Vedremo più avanti».

Sul perché sia scattata questa rabbia assassina, il difensore non si sbilancia («Non c’è un movente particolare»), comunque i dissidi all’interno della famiglia e i motivi per i quali la compagna si vuole separare (dopo essere stati insieme per anni) possono avere dato l’avvio a un crescendo purtroppo sfociato nel sangue: forse lui nutriva del risentimento nei confronti della compagna che intende lasciarlo, oppure erano in atto delle incomprensioni con i nonni materni, con il timore che i due figli si legassero più a loro che al padre. Sta di fatto – come conferma anche l’avvocatessa Beifiori – che Osborne si è scagliato contro Tiziana quando lei, appena giunta nell’abitazione, gli ha chiesto di ridare il cellulare alla figlia. E sulla stabilità mentale di quest’uomo vi sono talmente tanti dubbi che ormai siamo ad un passo dalla richiesta di perizia psichiatrica. «Mancano ancora dei documenti, comunque chiederò la perizia psichiatrica – dice il difensore – ed è una scelta su cui credo sia d’accordo anche la Procura». E stiamo parlando di un uomo che negli ultimi tempi avrebbe cercato di farla finita due volte.

Il 36enne rimane in carcere. «Non vi sono le condizioni per prospettive cautelari diverse» commenta sbrigativamente da ultimo l’avvocatessa Beifiori, lasciando intuire come siano ben altri i problemi ora da affrontare.

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