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L’agricoltura ha sete d’acqua e il livello del Po cala ancora

L’agricoltura ha sete d’acqua e il livello del Po cala ancora

Già 200 le richieste, in anticipo rispetto al passato, alla Bonifica Emilia Centrale Preoccupano le previsioni meteo: non pioverà almeno fino a metà aprile

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BORETTO. Sono già 200 le domande pervenute al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale nei primissimi giorni d’avvio della stagione irrigua: un numero che, se paragonato alle complessive 20 mila richieste che l’ente consortile soddisfa annualmente, appare basso. Eppure, non era mai accaduto che l’irrigazione partisse così presto nei comprensori gestiti: un territorio di 120mila ettari nel quale scorre una rete di canali lunga 3.500 km e dove non si registrano significative precipitazioni dalla fine di novembre, con le uniche piogge degne di nota risalenti allo scorso febbraio, quando si sono registrate due limitate perturbazioni dai quantitativi pluviometrici dell’ordine di 10 ml e che, per questa ragione, non hanno inciso significativamente.

Fortunatamente, le temperature notturne continuano a essere piuttosto rigide e questo limita il fabbisogno irriguo; fabbisogno che però sta progressivamente aumentando, tant’è che nel giro di pochi giorni l’Emilia Centrale ha raggiunto, come detto, 200 richieste di irrigazione su tutto il comprensorio, a fronte delle iniziali 80 da cui si era partiti.

«Per ora, lo stato dei fiumi da cui noi deriviamo la risorsa idrica (Po, Enza e Secchia) ci consente di poter soddisfare il limitato fabbisogno irriguo, nonostante i quantitativi di acqua eccezionalmente bassi per questa stagione – rileva il presidente dell’Emilia Centrale, Marcello Bonvicini – ma se dovessero perdurare l’assenza di piogge ed il corrispondente calo delle portate dei fiumi, a causa del naturale rialzo delle temperature, nel giro di qualche settimana, potremmo trovarci nella necessità di non riuscire a soddisfare il fabbisogno irriguo, soprattutto nelle zone di alta pianura, servite dai torrenti appenninici che sono maggiormente in crisi idrica».

Le richieste irrigue possono essere effettuate tramite: web, call center, numero verde gratuito 800501999 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14.

A Boretto, dove ha sede la stazione di pompaggio della bonifica, da settimane gli escavatori movimentano l’acqua per consentire alle idrovore di poterla attingere. Quello che in questo momento colpisce, ha reso noto mercoledì l’Autorità Distrettuale del Fiume Po, è la proiezione sul medio-lungo periodo delle previsioni meteo-climatiche che non regalano ottimismo. Pur nella consapevolezza che il minor rischio di errore di previsione è tra i 10-12 giorni gli scenari non annunciano piogge omogenee o significative fino alla metà del mese di aprile.

Il regime anticiclonico, anche associato a masse di aria fredda in quota proveniente dall’area dei Balcani, genera stime di piogge decisamente al di sotto della media del periodo a cui si affiancheranno valori di temperatura sotto la media climatologica. Ed in questo quadro poco rassicurante, come se non bastasse, l’aridità dei suoli favorisce anche l’incremento del numero degli incendi ed una eventuale ventilazione potrebbe ulteriormente esporre il territorio a rischi causati da questo fenomeno.

«Sono giorni di grande impegno – ha commentato il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale Meuccio Berselli – Le Regioni si stanno attrezzando per mettere in campo interventi mirati che cercheremo di concertare all’interno della prossima importante riunione dell’Osservatorio sulle crisi idriche di martedì in cui approfondiremo ogni singola criticità cercando di non disperdere nemmeno una singola goccia di acqua».

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