reggio
cronaca

Reggio Emilia, tricolori e bandiere ucraine per Myron il nuovo studente della primaria di Rivalta

Maestre e bambini di quarta organizzano una festa per accogliere il bambino di dieci anni arrivato con mamma e fratelli 


25 marzo 2022 Giuseppe Galli




REGGIO EMILIA. «Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle e le nostre tradizioni. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra».

Alla primaria di Rivalta hanno citato Margherita Hack, alla quale da qualche anno è intitolata la loro scuola, per lanciare due importanti iniziative che si sono svolte mercoledì e ieri.

La prima è stata una raccolta di beni per la popolazione ucraina, come tante sono in corso nella nostra provincia, mentre la più emozionante – ieri mattina – è stata la calorosa quanto semplice e sentita cerimonia di accoglienza per Myron, il primo bimbo ucraino arrivato alle elementari di Rivalta. Il bambino, 10 anni, da una ventina di giorni è ospite – insieme alla mamma, al fratello maggiore (che anche lui, proprio ieri, ha iniziato a frequentare le medie della “Don Pasquino Borghi” di Rivalta) e alla sorellina – della famiglia di Mirca Zecchetti, volontaria e tesoriera dell’associazione di volontariato Millesoli. Un sodalizio nato nel lontano 2000 per affrontare l’emergenza Chernobyl e che, negli anni, ha saputo spostare la propria attenzione su più fronti. Emozionatissimi, i bambini delle quarte sono arrivati a scuola puntuali, pronti ad accogliere il nuovo compagno di classe: insieme alle maestre di italiano, Maria Cristina Cocconcelli, matematica, Luciana Tosti, e alla supplente Cecilia si erano preparati al momento, con tanto di bandiere e cartellone. Una mano aperta che saluta, un cuore e la bandiera gialloblù a righe orizzontali (come quella che da qualche giorno, insieme alla bandiera della pace, è appena sul muro della scuola, all’ingresso dell’edificio) e sotto il nostro tricolore e il disegno di due bambini che si abbracciano, in modo affettuoso. E poi la scritta, rigorosamente in due lingue, per dire a Myron “Benvenuto in Italia”.

Fermo davanti a loro, il bimbo ucraino è apparso un po’ spaesato ed emozionato a sua volta, ma pronto a fare di tutto per inserirsi, come ha già fatto nelle ultime due settimane partecipando agli allenamenti della squadra di calcio della frazione cittadina, l’Ambrosiana, assieme ai suoi coetanei, due dei quali se li è ritrovati in classe.

Non parla italiano, ma oltre alla propria lingua conosce un po’ l’inglese: l’intenzione dei nuovi amici, però, è quella di aiutare Myron a inserirsi in breve tempo.

«In famiglia sono bravissimi, molto educati e noi siamo molto contenti – racconta Mirca Zecchetti, che ospita mamma e tre figli e ieri ha accompagnato i ragazzi a scuola –. Oggi, nel primo giorno di scuola, sono un po’ emozionati. Speriamo che vada tutto bene».

La comunità di Rivalta si è adoperata per aiutare sia i profughi sia chi li ospita: «Ci stanno aiutando un po’ tutti. Tramite l’associazione Millesoli, siamo riusciti a trovare una quindicina di famiglie (tra Rivalta, Montecavolo, San Polo e Campagnola) disposte a ospitare i nuclei familiari in arrivo dall’Ucraina. Tramite la parrocchia di Rivalta siamo riusciti a fare un’accoglienza temporanea per chi ha chiesto alloggio. Tutti ci portano cibo e tutto ciò di cui si può aver bisogno in situazioni del genere».

L’associazione Millesoli è passata dall’ospitare i bambini di Chernobyl al fondamentale aiuto ai profughi della guerra in Ucraina, una nuova tragedia umanitaria: «Per ora non stiamo ospitando bambini singoli perché non sono ancora chiare le linee guida – conclude Zecchetti –. Per i nuclei familiari, con l’aiuto di Ausl, questura e prefettura, è più semplice. L’unica cosa particolare è che, anche se tutti loro hanno i passaporti singoli, pare che si debba andare al consolato a Milano per sistemare tutti i documenti e questo sarebbe un grosso disagio. Se così sarà, faremo un pullman e partiremo tutti insieme».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.