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Schiaffi e insulti alla compagna anche quando era incinta

Ora per l’uomo, 35 anni, è scattato il divieto di avvicinamento alla ex I maltrattamenti e le offese sono avvenuti per anni anche davanti al figlio minore


27 marzo 2022


REGGIO EMILIA. È accusato di maltrattamenti in famiglia, aggravati dal fatto che quando picchiava la compagna non solo tutto avveniva davanti al figlio minorenne, ma la donna era anche incinta: nemmeno la gravidanza è stata in grado di fermare la sua furia. Ora il 35enne non solo è stato denunciato, ma il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento all’ex – che si è trasferita in un’altra provincia – e l’uomo dovrà stare a una distanza non inferiore ai 5 chilometri dall’abitazione della donna e ai luoghi che la stessa frequenta.

È l’epilogo di un’altra drammatica vicenda famigliare. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri di Cadelbosco Sopra, sin dall’inizio della convivenza, risalente al 2016, la donna avrebbe subito offese, minacce e violenze dal compagno. L’uomo ha problemi con l’alcol: quando beveva, diventava violento. Secondo gli investigatori, la sottoponeva a costanti vessazioni fisiche e morali schiaffeggiandola ripetutamente. Una volta, dopo averla colpita con almeno 40 schiaffoni la donna è rimasta ferita all’occhio. Ma si parla di botte che avvenivano con cadenza periodica, si parla di schiaffi, pugni, spintoni. Gli episodi sono tanti: è successo che le ha sbattuta la testa contro l’armadio schiacciandole la mano dentro l’anta, insultandola con i peggiori epiteti e minacciandola per farla tornare a casa quando a donna, esausta dalle continue violenze, aveva deciso di fuggire e tornare dai suoi genitori.

Sono gravi le accuse che gli sono rivolte e che ora l’ex compagna ha trovato il coraggio e la forza di denunciare. I carabinieri di Cadelbosco Sopra le hanno raccolte, hanno fatto tutti gli accertamenti del caso, e hanno trovato riscontro di questo inferno famigliare in cui la donna era costretta a vivere e hanno informato il magistrato di quello che succedeva. Un quadro tanto grave da indurre il pm a chiedere al giudice una misura nei confronti dell’uomo, per evitare che la donna possa essere ancora presa di mira. Il provvedimento cautelare ha ottenuto l’ok dalla procura.

I carabinieri sabato, ricevuta l’ordinanza applicativa, le hanno dato esecuzione sottoponendo al provvedimento cautelare l’uomo.

Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire al giudice di verificare l’eventuale piena responsabilità dell’indagato.

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