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«Aumentano gli infortuni sul lavoro ma mancano gli ispettori per i controlli»

Nella provincia di Reggio Emilia19 dipendenti e 3 carabinieri per controllare quasi 49mila imprese attive. La Cisl: «Situazione grave»


01 aprile 2022 Luciano Salsi


REGGIO EMILIA. La sequela degli infortuni sul lavoro, anche mortali, non s’arresta. Né s’intensificano i rari controlli sul rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche. Anzi, s’è aggravata la cronica carenza degli ispettori del lavoro, che sono in agitazione per ottenere il potenziamento degli organici e un’indennità che compensi l’aumento delle funzioni loro attribuite.

Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia centrale, spiega: «Veniamo da due anni orribili. I cantieri si sono moltiplicati, complice il superbonus al 110%, ma la guardia s’è abbassata. Il nostro sindacato della funzione pubblica, insieme alle altre organizzazioni sindacali, alza la posta con l’Ispettorato del lavoro affinché vi sia maggiore sollecitudine nell’immettervi forze nuove. Inoltre sosteniamo la richiesta dell’indennità amministrativa. I dipendenti ministeriali l’hanno avuta, gli ispettori del lavoro no, in quanto non dipendono più direttamente dal ministero». Il 18 marzo hanno aderito al 93% allo sciopero nazionale, preceduto da un’ora d’assemblea al giorno. «Ora – spiega Papaleo – continuano l’agitazione limitando le ispezioni al minimo necessario, essendo questo l’unico modo per farsi ascoltare». Sono diversi gli enti che sorvegliano le attività produttive. L’Inps controlla la regolarità contributiva, l’Inail la regolarità assicurativa e gli infortuni del lavoro. L’Ausl, tramite la Medicina del lavoro, ha il compito di verificare l’applicazione corretta delle norme di salute e sicurezza. Agli Ispettorati territoriali del lavoro compete la vigilanza sulla regolarità dei rapporti di lavoro. In particolare si occupavano dell’edilizia, delle radiazioni ionizzanti e degli ambienti confinati. Ora il decreto legge 146 del 2021 attribuisce loro anche il compito di controllare l’applicazione della normativa di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in precedenza assegnato prevalentemente alle aziende sanitarie. Era perciò previsto da tempo l’aumento degli organici, che finora, secondo i sindacati, è avvenuto in una misura del tutto insufficiente. L’Ispettorato territoriale di Parma e Reggio dispone nella nostra provincia di diciannove dipendenti più tre carabinieri del nucleo sicurezza del lavoro per controllare 48.413 imprese attive. Fra i componenti dell’organico reggiano alcuni si occupano della parte amministrativa, senza ruoli ispettivi. Da oggi arriveranno cinque unità in più, ma nel ruolo amministrativo.

«È un piccolo passo – sottolinea Papaleo – che evidentemente non basta. Più volte il sindacato ha sollecitato nuove assunzioni e lo svolgimento di percorsi formativi, ma l’attività ispettiva continua a essere svolta solo in misura minima rispetto a quanto sarebbe necessario. A fronte di questi numeri le aziende reggiane e modenesi possono stare tranquille, perché per il novanta per cento non riceveranno alcun controllo. La situazione è grave. Vista la frequenza degli infortuni sul lavoro in costante aumento la questione deve trovare una soluzione al più presto. Solo così si può fare prevenzione».

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