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Mutui e prestiti, conti sempre più pesanti: ogni reggiano ha debiti per 37mila euro

L’indagine del Crif di Bologna sull’esposizione dei cittadini: la rata media per residente maggiorenne è di 340 euro al mese


31 marzo 2022 Luciano Salsi


REGGIO EMILIA. Non è facile scommettere sul futuro con la guerra in corso che fa ulteriormente rincarare l’energia e le materie prime, aumentando la spesa corrente e diminuendo il denaro che si può dedicare agli investimenti. Per le famiglie, come per le imprese e le amministrazioni pubbliche, le prospettive non sono affatto rosee, ma ci si può consolare con i dati del 2021, anteriori alla tempesta economica e militare in atto, che confermano la tendenza dei cinque anni precedenti.

Dal 2016, infatti, il numero dei cittadini maggiorenni indebitati con le banche è costantemente cresciuto, ma le favorevoli condizioni finanziarie hanno fatto sì che continuasse a calare l’entità delle rate mensili da corrispondere. Neppure la pandemia ha avuto un’influenza negativa, sotto questi profili. La nostra provincia non fa eccezione.

Si colloca nella media dell’Emilia-Romagna, la quale peraltro condivide con le regioni più ricche del Nord Italia una spesa mensile per il rimborso dei prestiti più elevata, a causa soprattutto del costo degli immobili acquistati con un mutuo.

Il quadro d’insieme è delineato e analizzato dal Centro rischi d’intermediazione finanziaria, che è la società privata con sede a Bologna autorizzata a gestire il Sic (sistema d’informazioni creditizie, detto anche Eurisc) al servizio delle banche e dei privati. Il Crif sottolinea nel suo recente rapporto che il ricorso al credito da parte delle famiglie italiane è aumentato anche l’anno scorso, ma la sostenibilità del debito è rimasta elevata. Gli italiani maggiorenni con un mutuo o un prestito da rimborsare erano il 34,6% nel 2016. Sono saliti al 42,2 % nel 2020 e al 44,5% nel 2021. Nonostante il Covid, le misure di sostegno hanno diminuito le insolvenze e l’importo medio delle rate mensili è sceso a 315 euro, il 6,25% in meno rispetto ai livelli prepandemici.

I reggiani indebitati pagano invece ogni mese 340 euro, in linea con i 338 della media regionale. Ci superano Bologna (366 euro), Modena (350) e Rimini (346), mentre Parma (335) ci segue. Piacenza (322) e Ferrara (321) sono agli ultimi posti.

È coerente il dato dell’esposizione finanziaria, cioè della cifra che rimane da pagare per estinguere il debito. La media nel Reggiano si assesta su 36.782 euro, al di sotto della media dell’Emilia-Romagna (37.188), dove svettano Bologna (43.247) e Modena (39.584), ma ben al di sopra della media italiana (32.231 euro).
Per quanto riguarda gli impegni risarcitori delle famiglie, anche nel territorio reggiano è diminuita leggermente la quota dei mutui immobiliari (in Italia dal 22,8% del 2016 al 20,8% del 2021), così come è calata l’incidenza dei prestiti personali (scesi al 28,4%), mentre è cresciuto (fino al 50,7%) il peso dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi. Nel Reggiano i mutui rappresentano il 23,9% del totale, contro una media regionale del 25,4% (26,8% a Parma e 26,4% a Bologna, che sono al vertice).

Per i prestiti personali siamo al 29,8%, al primo posto in Emilia-Romagna, che ha una media del 27,6%. Reggio, poi, presenta una quota di prestiti finalizzati pari al 46,3%, contro una media regionale del 47% (50,4% a Rimini).
«Nel 2021 – commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif – i flussi di credito erogato alle famiglie sono cresciuti in modo significativo per riportarsi sui livelli non troppo distanti da quelli pre Covid. In particolare, la dinamica è stata positiva per il credito al consumo e per il comparto dei mutui mentre i prestiti personali hanno risentito ancora degli effetti della crisi generata dalla pandemia».

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