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Reggio Emilia: cade in ospedale e muore. La procura apre un'inchiesta

Reggio Emilia: cade in ospedale e muore. La procura apre un'inchiesta

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REGGIO EMILIA  È entrato in ospedale per un problema al cuore, ma a ucciderlo, con tutta probabilità, è stato un edema cerebrale causato da una caduta avvenuta durante il suo ricovero. È quanto successo a M.B., un 74enne di Rubiera (di cui non scriviamo il nome per rispettare le volontà dei familiari) morto lo scorso 3 marzo all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. A raccontare la tragedia è la stessa famiglia, che ha presentato denuncia ai carabinieri e si è affidata alla legale Sara Donati dello Studio3A di Venezia (società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini) con lo scopo di capire cosa sia effettivamente avvenuto in ospedale e accertare le responsabilità del decesso del 74enne, «tenuto conto che, indipendentemente da come e perché sia caduto, il personale sanitario doveva sorvegliarlo e tutelarne l’incolumità».

L’anziano era stato ricoverato per uno scompenso cardiaco il 26 gennaio ma nel corso degli accertamenti gli era stato riscontrato un ascesso perianale e i medici avevano deciso di operarlo. L’intervento chirurgico, di routine, è stato effettuato una settimana dopo il ricovero nel reparto di Chirurgia: essendo perfettamente riuscito, il 74enne è stato trasferito nel reparto di Medicina. La famiglia racconta che «era debilitato ma stava bene e aveva iniziato la riabilitazione e la fisioterapia». La moglie andava a trovarlo ogni giorno durante l’orario di visita e così ha fatto anche il 23 febbraio, lasciandolo mentre si trovava disteso sul letto con le sponde laterali alzate: quella è stata l’ultima volta in cui gli ha parlato.

Alle 22 di quella stessa sera, infatti, la signora ha ricevuto una telefonata dall’ospedale: suo marito era caduto ed era in attesa di un intervento urgente perché, cadendo, aveva riportato un grave edema celebrale. La moglie e i figli, preoccupati, hanno chiesto di poterlo vedere subito, ma non è stato loro consentito. «Né – spiega lo studio legale a cui la famiglia si è rivolta – sono state fornite spiegazioni sulla dinamica della caduta». Alle 5 del mattino seguente l’uomo è stato sottoposto al delicato intervento chirurgico e poi ricoverato in Rianimazione, con la parte sinistra del corpo completamente paralizzata in conseguenza del trauma cerebrale concentratosi sulla parte destra del capo, come hanno spiegato ai familiari, al termine dell’operazione, i medici, «che però anche in questa circostanza non hanno fornito risposte, se non confuse ed evasive, alle legittime richieste della famiglia di sapere come, quando e dove il 74enne fosse caduto per terra – spiegano i legali della famiglia –. Solo in seguito, e dopo le insistenti domande della moglie e dei figli della vittima i dottori hanno riferito loro che il paziente sarebbe caduto dal letto, circostanza tuttavia poco plausibile secondo la moglie, perché suo marito dopo l’intervento era privo di forze e non sarebbe mai riuscito a scavalcare da solo le sponde protettive del letto, a meno che qualcuno per errore non le avesse rimosse».

I familiari hanno sperato fino all’ultimo che si riprendesse, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare: il 74enne è morto alle 19.55 del 3 marzo. Sconvolti dal dolore, una settimana dopo moglie e figli hanno depositato una denuncia alla stazione dei carabinieri di Rubiera, chiedendo all’autorità giudiziaria di disporre il sequestro di tutte le cartelle cliniche e, soprattutto, di eseguire un esame autoptico per stabilire le cause della morte. Istanze accolte con l’apertura da parte della procura di Reggio di un fascicolo penale e, per ora, con l’acquisizione della documentazione sanitaria. Il reato ipotizzato è omicidio colposo. Essendoci un’indagine in corso, l’Ausl reggiana non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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