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Correggio, figlio si incatena davanti alla Cra: «Mi batto per mia madre 87enne»

La protesta dell’uomo a Castelfranco: «Dice che il cibo è scadente. Non mi fanno verificare»


02 aprile 2022 Enrico Ballotti


CORREGGIO. Catena, lucchetto e un cartello. Il correggese Marcello Muollo, ieri mattina, si è incatenato davanti alla Casa residenza per anziani “Repetto” di Castelfranco Emilia (Modena). È rimasto lì per alcune ore, poi grazie alla mediazione dei carabinieri ha raggiunto il suo obiettivo e ha deciso di slegarsi.

LA PROTESTA

Il motivo di questa protesta è presto detto: «Per prima cosa voglio precisare che ho una serie di mail Pec che certificano quello che sostengo. Qui nella Cra c’è mia madre, invalida al 100%, di 87 anni. È ospite da due anni e negli ultimi tempi lamenta la scarsa qualità del cibo. Mi ha telefonato in lacrime, ha detto di non riuscire a mangiare. L’altra sera ha “cenato” con un cappuccino. Per questo motivo ho chiesto alla direzione di assisterla durante il pasto. Per capire, non per accusare». «Magari la narrazione di mia madre non è corretta, magari il cibo è buono, ma non di suo gradimento. Ebbene – va avanti – con una Pec del 7 marzo chiedevo di poter entrare per assistere al pranzo del 14 marzo. Mi sono presentato qui, ma mi è stato detto di andarmene. Non erano pronti per accogliermi, ho contattato i carabinieri facendo presente la situazione. Poi, il 16 dello stesso mese ho riscritto comunicando che il 2 aprile sarei arrivato di nuovo, io abito a Correggio. Ma ancora non mi hanno fatto entrare».

Con Marcello c’è il fratello Salvatore. «Paghiamo una retta di 50,50 euro al giorno. Abbiamo avuto problemi anche con alcuni indumenti spariti. Vogliamo capire cosa è accaduto. Perché le visite sono concesse, ma non è possibile stare al fianco degli ospiti mentre mangiano. Io – rimarca Marcello intorno alle 13 – da qui non mi muovo, voglio risposte. Non escludo, visto questo mistero che si è creato, di contattare l’Ausl».

LA MEDIAZIONE

Nel frattempo arrivano la polizia locale e i carabinieri. Il tenente Sergio Conforti e il maresciallo Leonardo Curto entrano nella struttura. Sono chiamati a mediare con la direzione e la missione va in porto: Marcello, prossimamente, potrà entrare e stare al fianco della madre durante il pranzo. Dal cancello dell’Asp esce l’amministratore delegato Giuseppe Masellis: «Ci sono precise normative che bisogna far rispettare, in particolare in periodo di Covid. Devo tutelare gli ospiti, i dipendenti e certo anche i parenti. Il signor Marcello già un’altra volta aveva minacciato di incatenarsi per motivi diversi, il nostro avvocato gli ha presentato una diffida per intimidazioni verbali nei confronti dei dipendenti. Ora, grazie ai carabinieri, abbiamo un accordo: potrà venire e pranzare con la madre, deroga che gli permetterà di fare le sue valutazioni».

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