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STRAGE DI BOLOGNA

Paolo Bellini: «Avrei confessato se avessi partecipato»

Paolo Bellini: «Avrei confessato se avessi partecipato»

La replica del pg Proto: «Il video girato in stazione quel giorno lo inchioda e l’ex moglie è attendibile»

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REGGIO EMILIA. «Io reputo che un imputato non debba dire troppo dopo che hanno parlato i suoi difensori: insisto a dire che non ho arte né parte nella strage di Bologna».

A parlare ieri pomeriggio, in una dichiarazione spontanea resa al termine delle controrepliche dei suoi legali, è il killer reggiano Paolo Bellini, imputato in Assise a Bologna per concorso nella strage del 2 agosto 1980. Rivolgendosi ai giudici, l'ex esponente di Avanguardia nazionale ribadisce di «essere stato un assassino», ricordando poi che per quello «sto pagando». Sottolinea di aver confessato numerosi reati, e aggiunge che se avesse avuto un ruolo nella strage «lo avrei confessato». L'imputato nega ancora una volta di essere l'uomo che appare nel video girato in stazione il giorno della strage dal turista Harold Poltzer, affermando inoltre di «non aver mai avuto né portato crocefissi, come si evince da tutte le foto e i filmati che mi hanno sequestrato». Il riferimento è al fatto che l'uomo che appare nel video amatoriale, e che secondo l'accusa è proprio Bellini, indossa una catenina con un crocefisso. In precedenza nelle repliche il pg Nicola Proto è tranchant: «Bellini dice una falsità dietro l'altra. Marina Bonini, sua ex cognata, non è in contraddizione con l'ex moglie Maurizia, chi è in totale contraddizione è Paolo Bellini, ma quell'immagine del video girato in stazione lo inchioda alle sue responsabilità. Era lì per i suoi legami con la destra eversiva e i servizi».

Il riferimento del magistrato è al video girato in stazione dal turista Harold Poltzer la mattina della strage, dove secondo la Procura generale appare un uomo che è Paolo Bellini. La difesa dell'imputato, invece, sostiene che quel video possa essere stato girato in un giorno diverso dal 2 agosto 1980. Proto, per corroborare la sua tesi, ha nuovamente mostrato una immagine del video in cui si vede un uomo con la testa insanguinata, oltre alla persona che per i pg è Paolo Bellini. Sempre Proto ha contestato un altro passaggio fondamentale dell'arringa dei difensori dell'imputato, che sostengono l'inattendibilità delle dichiarazioni di Maurizia Bonini, ex moglie di Bellini, che a 40 anni di distanza ha fatto cadere l'alibi dell'ex marito e lo ha anche riconosciuto nel video. In particolare Proto ha sottolineato come sia falsa l'ipotesi che Bonini possa aver mentito, cambiando la sua testimonianza, per paura di essere arrestata. «Maurizia Bonini, come altri testimoni, poteva avvalersi della facoltà di non rispondere, ma non l'ha fatto. Invece è andata oltre e a demolito l'alibi dell'ex marito, quando poteva togliersi dall'impiccio». Terminate le repliche dei pg, ha preso poi la parola l'avvocato di parte civile, Andrea Speranzoni. A fine udienza arriva l’annuncio: «Mercoledì ci sarà la decisione». Lo ha detto il presidente Francesco Maria Caruso, annunciando che il prossimo 6 aprile ci saranno prima le eventuali repliche e controrepliche relative alla posizione di Piergiorgio Segatel (uno dei tre imputati), poi la Corte si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza in giornata.

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