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Fiere, l’Ornitologica vola da Reggio a Modena. «Via dopo 80 anni: siamo amareggiati»

Enrico Lorenzo Tidona
Fiere, l’Ornitologica vola da Reggio a Modena. «Via dopo 80 anni: siamo amareggiati»

Primi lavori alle ex Fiere: demolito il capannone aperto. Anche la manifestazione più grande d’Europa alza bandiera bianca

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REGGIO EMILIA. «Non posso nemmeno pensare di andare via da Reggio Emilia per sempre, dopo 80 anni passati qui con l’Ornitologica. Del resto ci chiamiamo “Mostra internazionale Città del Tricolore” e ora siamo costretti ad andare in fiera a Modena. Sinceramente provo un certo imbarazzo per questa situazione».

Il destino delle ormai ex fiere di Reggio Emilia è tutto da tracciare. Per ora di certo c’è solo il trasloco altrove di due storiche manifestazioni: la mostra scambio Camer, presente a Reggio da 40 anni e che ha firmato per i prossimi anni con la fiera di Gonzaga, e l’Ornitologica, che da ben 80 anni era a Reggio e ha appena firmato con le fiere di Modena. Un colpo allo stomaco per Ivano Gualerzi, presidente dell’Ornitologica, felice di aver trovato una nuova sede grazie a Modena ma che dovrà riorganizzare una mega manifestazione in grado di attirare migliaia di visitatori da tutta Europa, gestita tramite semplici volontari.

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«Ci spiace davvero: per noi, per la collettività e per l’indotto, ma abbiamo scelto Modena come nuova sede della mostra – spiega Gualerzi –. L’ultimo settimana di novembre saremo lì quest’anno. Abbiamo valutato vari enti e in questi giorni abbiamo firmato con loro. Ma Reggio Emilia resta la nostra casa e speriamo di tornarci». Per Gualerzi e i volontari l’amarezza è tanta ma gli appelli per tentare di restare a Reggio non hanno sortito effetti.

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L’ormai ex quartiere delle fiere sta infatti cambiando fisionomia e probabilmente utilizzo. Le prime novità si vedono già all’orizzonte. Uno dei quattro grandi capannoni, quello aperto ai lati e conosciuto come “le stalle”, grande oltre 5mila metri quadri, è infatti sparito, demolito così come dovrebbero essere a breve demoliti altri stabili di minor portata. La nuova proprietà - in mano all’imprenditore correggese Giorgio Bosi, titolare della Pibiplast che produce packaging in plastica per la cosmetica - non si è ancora espressa sul progetto definitivo ma sta già mettendo mano alle vecchie strutture del polo fieristico.

«Io ho detto da tempo che avevamo termini molto stretti per capire cosa fare perché la nostra è la più grossa mostra internazionale d’Europa e avevamo bisogno di avere risposte. Ma nessuno ci ha mai detto nulla. Dopo due anni di blocco a causa della pandemia non potevamo più permetterci di saltare un’altra mostra altrimenti rischiavamo che ce la togliessero. Tutti ci chiedevano quando potevamo farla ma non abbiamo ricevuto certezze da Reggio. Io non mi sono impegnato per l’eternità con Modena perché l’obiettivo resta quello di tornare a Reggio, nella nostra città, ma non so bene come faremo. In 80 anni siamo passati dal palazzetto dello sport fino alle fiere e ora via da qui. Questo sposterà tutto l’indotto che creiamo tra ospitalità e ristorazione. Spero che qualcuno prenda coscienza e che ci permetta di rientrare».
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Il problema è che tolte le fiere di via Filangieri, non ci sono spazi altrettanto grandi e adeguati per l’Ornitologica, che da sola occupava 18mila metri quadri coperti più tutta l’area esterna. «Per noi andare a Modena comporta poi un forte impatto sui costi e un caos per riorganizzare il tutto. È triste poi che Reggio resterà l’unica provincia che non ha le sue fiere».

L’ormai ex quartiere dedicato alle esposizioni sta cercando un nuovo assetto sotto l’egida anche del Comune di Reggio, che attende il master plan da parte di Bosi, il quale si è preso il tempo necessario per poter mettere in piedi l’offerta che ha una connotazione ampia e che avrà effetti sull’economia e la collettività, rendendo necessario il ruolo dell’amministrazione nonostante si tratti di un’iniziativa finita in mano a un privato.



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