Gazzetta di Reggio

Reggio

Strage di Bologna, è il giorno della sentenza per la Primula Nera Paolo Bellini

Paolo Bellini
◗
Paolo Bellini

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dopo 75 udienze, è il giorno della sentenza per il processo mandanti della strage di Bologna, che vede come principale imputato la Primula Nera ed ex Avanguardia nazionale, Paolo Bellini. Il processo è iniziato il 16 aprile 2021. A presiedere la Corte d’Assise, Francesco Maria Caruso, presidente del tribunale di Bologna. Bellini – che si è sempre proclamato innocente («Insisto a dire che non ho arte né parte nella strage di Bologna», la sua ultima dichiarazione spontanea) – è accusato dalla Procura Generale di essere il quinto uomo dell’attentato, che causò 85 morti e oltre 200 feriti.

Per lui la Procura Generale, rappresentata dai magistrati Umberto Palma e Nicola Proto, al termine della requisitoria aveva chiesto una condanna all’ergastolo, l’isolamento diurno per tre anni e le conseguenti pene accessorie, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione legale e la decadenza della patria potestà. Chiesta anche la pubblicazione della sentenza. Richieste alle quali si è associato il collegio delle parti civili. Il legale Andrea Cecchieri, dell’Avvocatura dello Stato, ha infine chiesto che anche Bellini dovrebbe contribuire in solido con gli ex Nar Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini al pagamento dei «2 miliardi 134 milioni 273 mila e 7 euro, stabiliti con sentenza passata in giudicato dal Tribunale civile di Bologna, nel 2014, come risarcimento per la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell’Interno e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti».

La difesa della Primula Nera, invece, rappresentata dagli avvocati Manfredo Fiormonti e Antonio Capitella ha chiesto l’assoluzione. Sono diversi gli elementi portati dall’accusa a carico di Bellini. A cominciare dal video girato in stazione il 2 agosto 1980 dal turista tedesco Harald Poltzer, deceduto nel 2015, dal quale è stato estrapolato il fotogramma di un volto nel quale Bellini è stato riconosciuto dall’ex moglie, Maurizia Bonini.

E ancora: l’intercettazione di Carlo Maria Maggi, ex leader di Ordine Nuovo, in cui si cita un «aviere», e l’appunto sull’agenda sequestrata a Gilberto Cavallini, condannato in primo grado per la strage, dove associato a Bellini compare il nome Giorgio, con l’annotazione “10/81 R.E. Tent. om.”: un appunto considerato dall’accusa un riferimento alla Primula Nera visto che il 2 ottobre 1981 diventò irrevocabile la sentenza a carico di Bellini per il tentato omicidio a Reggio di Paolo Relucenti, spasimante della sorella, avvenuto il 22 settembre 1976. Per la difesa, prove che non portano a Bellini, contestando l’intercettazione (per la difesa la parola sarebbe «corriere») e il riferimento al nome Giorgio, diverso da Paolo. Al setaccio, nel dibattimento, anche i legami fra Ugo Sisti, ex procuratore di Bologna, e il padre della Primula Nera, Aldo, e le risultanze giudiziarie della perquisizione alla Mucciatella, oltre alle carte del proscioglimento deciso nel 1992, poi revocato nel 2019 con le nuove indagini.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google