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Ventasso, la montagna perde Alfiero Acerbi uno degli ultimi partigiani resistenti

Adriano Arati
Ventasso, la montagna perde Alfiero Acerbi uno degli ultimi partigiani resistenti

Da ragazzino fece parte della 145ª Brigata Garibaldi A giorni avrebbe compiuto 95 anni. Stamattina il funerale

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VENTASSO. La montagna perde uno dei suoi ultimi resistenti. Nella giornata di lunedì è scomparso il 94enne partigiano Alfiero Acerbi, originario del paese di Busana, dove era nato il 15 aprile 1927. Avrebbe quindi festeggiato il compleanno fra pochi giorni. Lascia la moglie Anna Magnani, le figlie Mara e Laura, i generi Filippo e Emanuele, l’amatissima nipote Alessandra. Il funerale è stato celebrato mercoledì in forma civile, con partenza alle 10 dalla camera ardente dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, dove l’uomo è morto.

Emigrato ancora adolescente in Belgio, ha lavorato nella tristemente celebre miniera di Marcinelle e poi in una acciaieria, per evitare l’arruolamento nell’esercito italiano. È poi rientrato per il medesimo motivo: per rimanere in Belgio, avrebbe dovuto svolgere là il servizio di leva. Una volta a Busana, ha atteso a lungo la cartolina di chiamata per il militare, mai giunta. Dopo l’armistizio, quando le truppe naziste hanno invaso l’Italia e distrutto anche tante località reggiane, ha deciso di entrare nella Resistenza. Ha combattuto nella 145ª Brigata Garibaldi, la Franco Casoli, impegnata nel Crinale appenninico. Ha fatto parte del distaccamento di stanza a Cinquecerri, di cui faceva parte anche un suo carissimo amico, Giacomo Notari di Marmoreto, l’attuale presidente onorario dell’Anpi reggiana, associazione che ha guidato per decenni. Giovanissimo, Acerbi è stato spesso impiegato in missioni allo scoperto, in cui un ragazzino dava meno nell’occhio.

Acerbi e Notari sono sempre rimasti in contatto, dopo essersi conosciuti ancora bimbi nei loro paesini prima del conflitto, e anche negli ultimi tempi si erano visti. Una delle ultime foto di Alfiero lo ritrae proprio con Giacomo, scattata da Marina Notari, la figlia del partigiano “Willy”, nella loro abitazione di Marmoreto. Dopo la fine della guerra, assieme ad Anna, ha abbandonato l’adorata montagna in cerca di lavoro, in un periodo in cui il territorio reggiano, e ancora più il poverissimo Appennino rurale, offriva pochissime opportunità di sussistenza agli abitanti. Così, come centinaia di compaesani, la coppia è partita in cerca di migliori sistemazioni puntando verso il distretto industriale più vicino, quello della Liguria, sorto attorno ai cantieri navali di Genova e La Spezia. Proprio a Genova Anna e Alfiero hanno vissuto per oltre 40 anni, e sempre là vivono ora le due figlie Mara e Laura con le loro famiglie. Acerbi, assieme ad altri ragazzi, aveva messo insieme una squadra di muratori a cottimo con cui è riuscito ad affermarsi professionalmente in una città interamente da ricostruire dopo le devastazioni della guerra, riuscendo a comprare una bella casa nella zona di Marassi e garantendo alle figlie la possibilità di studiare.



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