Vetto, si è spenta a 83 anni Carmen Casoli storica insegnante
Da giovane aveva collaborato col pedagogista Malaguzzi. Aiutava il marito a gestire l’albergo-ristorante Centrale
VETTO. Insegnante attenta, pioniera delle esperienze didattiche reggiane, legata alla montagna in cui aveva costruito la propria famiglia. Pochi giorni fa è scomparsa a 83 anni Carmen Casoli, conosciutissima insegnante di Vetto, il paese dove ha operato per decenni confrontandosi con generazioni di studenti e dove era un volto noto anche grazie all’attività del marito, Leo Giulio Giansoldati, per tanti anni gestore dello storico albergo-ristorante Centrale.
La Casoli lascia la figlia Stefania Giansoldati, a propria volta impegnata in tanti fronti educativi, a scuola e nel mondo sportivo, allenatrice coinvolta nel settore giovanile del settore femminile del Sassuolo Calcio e del Valorugby, la principale società rugbistica reggiana.
Il funerale si svolgerà nella mattinata di domani, con partenza alle 8.30 dalla residenza protetta I Ronchi di Castelnovo Monti, dove la donna si era appena trasferita, da una manciata di giorni, prima del malore fatale. Il corteo raggiungerà la chiesa parrocchiale di Vetto per le 9, lì verrà officiata la funzione religiosa prima della sepoltura nel cimitero locale, a fianco del marito. Questa sera alle 20, sempre nella chiesa vettese, verrà recitato un rosario.
La vita della Casoli è sempre stata segnata dalla passione per l’insegnamento. Nata e cresciuta a Reggio, giovanissima ha collaborato con Loris Malaguzzi prima della creazione di Reggio Children e del percorso sugli asili, quando il pedagogista lavorava principalmente nella didattica per giovani con disabilità. Nel frattempo, già frequentava la montagna, dove vivevano dei parenti, e a Castelnovo Monti aveva conosciuto il futuro marito, che con la sua famiglia gestiva il Centrale. In un secondo momento sono arrivati sia il matrimonio, sia il trasferimento nelle scuole del distretto appenninico, dove poi Carmen ha lavorato sino alla pensione, sempre affiancando il coniuge con gli impegni del ristorante e dell’albergo.
Due cammini che l’hanno inevitabilmente resa una figura di riferimento per abitanti, studenti e genitori, così come per i villeggianti. Anche dopo essere rimasta vedova, aveva voluto a rimanere a Vetto, in quello che era diventato il suo paese, e lì ha trascorso gli ultimi anni.
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