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I bimbi della Carducci a Reggio Emilia animano i chiostri con ventuno laboratori

Luciano Salsi
I bimbi della Carducci a Reggio Emilia animano i chiostri con ventuno laboratori

A San Pietro progetto annuale per 265 alunni e 27 docenti. Cibo, scienza e design: l’importante è “Imparare facendo”

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reggio emilia. La programmazione didattica della scuola primaria Giosuè Carducci, situata in via Campo Samarotto, recepisce il progetto “Make in chiostri - Imparare facendo”, ideato e realizzato nei vicini chiostri di San Pietro da Laboratorio Aperto di Reggio Emilia, in collaborazione con l’architetto e designer Francesco Bombardi e con Pause Atelier dei Sapori, che è una società a responsabilità limitata con sede in viale Ramazzini, partecipata al cento per cento da Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi e rappresentata da Paola Cavazzoni.

Nel progetto sono coinvolte tutte le dodici classi della Carducci: 265 alunni e 27 insegnanti. L’attività, che è iniziata il 24 marzo e si concluderà in dicembre in concomitanza con l’anno solare anziché con l’anno scolastico, comprende ventun esperienze laboratoriali. Ogni bambino e ogni insegnante ne praticherà due di sei ore ciascuna nei locali del complesso cinquecentesco di via Emilia San Pietro.

I laboratori “Design con gusto” e “Edible City”, che si avvalgono dei cuochi di Pause-Atelier dei Sapori, sono improntati sull’arte e sul valore del cibo. Ogni alunno partecipa alla creazione di uno stampo alimentare, partendo da un disegno realizzato da lui stesso. I bambini sono accompagnati a riflettere sul valore dei piatti e sul fattore culturale della cucina, a sperimentare diversi tipi di spezie o aromi e a familiarizzare con i temi della sana alimentazione e dello spreco alimentare. Il cibo diventa anche un’occasione per scoprire la bellezza dei chiostri, uno dei tesori architettonici della nostra città.

Il laboratorio “Space steam” è invece finalizzato ad avvicinarsi ad alcuni concetti scientifici. Attraverso il racconto di un viaggio nello spazio i bambini vengono stimolati a ragionare sui problemi facendo leva sull’immaginazione, ad esempio sulla percezione del gusto in assenza di gravità e sul rapporto uomo macchina. Steam (acronimo di Science Technology Engineering Art Mathematics) è un metodo americano di apprendimento interdisciplinare che si propone di avvicinare gli studenti alle discipline matematiche e scientifiche servendosi di un laboratorio inteso come luogo in cui si rielaborano le proprie conoscenze in funzione di un obiettivo.

Il laboratorio “Fabulous plastic” ha lo scopo di conoscere e rispettare l’ambiente che ci circonda.

Il progetto “Imparare facendo” è stato presentato ieri mattina nella Sala delle Colonne dei chiostri di San Pietro da Antonietta Serri, presidente del Consorzio cooperative sociali Quarantacinque, Valentina Ammaturo, project manager di Laboratorio Aperto chiostri di San Pietro, Francesco Bombardi, architetto e designer nonché docente di Industrial Design al dipartimento di Ingegneria di Unimore e co-direttore del master in Food Design al Politecnico di Milano, e da Elisabetta Fraracci, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci, al quale appartiene la scuola Carducci.



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