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«Per noi disabili biblioteca del Peri e auditorium sono inaccessibili»

Una laureata all’istituto musicale scrive all’assessora Rabitti: «Scale pericolose e l’ascensore è fuori servizio da settimane»


12 aprile 2022 Giuseppe Galli


REGGIO EMILIA. “Questo è il mio posto, non rubarlo”. Il manifesto che campeggia in via Dante, accanto ai due posti auto riservati alle persone con disabilità, lascia ben sperare chi arriva davanti ai Chiostri di San Domenico e deve recarsi all’Istituto musicale Peri. Ma la campagna di sensibilizzazione lanciata dal Comune di Reggio, per tutelare le persone con disabilità che devono parcheggiare in centro, si scontra subito con quanto accade nell’edificio che ospita il Peri dove, da diverse settimane, l’ascensore che porta al primo piano è fuori servizio. Ne sa qualcosa Martina Debbia, disabile di 32 anni, che si è laureata proprio al Peri nel 2016 dopo otto anni di studio e che oggi insegna educazione musicale alle scuole medie di Magreta, nel Modenese.

È lei che nei giorni scorsi, dopo aver più volte provato ad accedere alla biblioteca “Armando Gentilucci”, ha deciso di scrivere ad Annalisa Rabitti, assessora alla Cultura ma anche alle Pari Opportunità e Città senza barriere.

«Sapendo che l’ascensore è rotto da mesi e volendo assistere, domenica scorsa, a un concerto della rassegna “L’ora della musica”, previsto all’Auditorium del Peri, che si trova nello stesso piano della biblioteca, lunedì 4 aprile ho deciso di scrivere all’assessore, nella speranza che in una settimana il problema dell’ascensore potesse essere risolto. Purtroppo, però, è ancora fuori servizio e così, a malincuore, sono stata costretta a rinunciare. Le scale, infatti, con quel corrimano in marmo che non permette una presa sicura, per una che ha i miei problemi sono troppo pericolose».

«Sono Martina Debbia – scrive l’insegnante nella lettera alla Rabitti – e convivo con una disabilità neuromotoria che mi causa difficoltà di deambulazione, quindi utilizzo la carrozzina. La mia vita è legata alla città di Reggio, fin da suoi primi istanti: convivo con una paralisi cerebrale infantile da sempre, da quando venni trasportata in ambulanza nel reparto di terapia intensiva neonatale del Santa Maria Nuova la notte in cui nacqui. A Reggio Emilia mi sono curata per oltre 25 anni e sono a tutt’oggi seguita dall’ormai ex “Coe” cittadino, oggi Ottobock soluzioni ortopediche. La mia professione e la mia necessità di formazione costante in campo didattico e musicale, mi riportano spesso in Conservatorio, dove usufruisco anche del preziosissimo materiale consultabile alla biblioteca “Armando Gentilucci”. Ebbene, da quasi due mesi, mi è impossibile accedervi per via di un guasto all’ascensore del Conservatorio. Per ben due volte mi sono vista costretta a tornarmene a casa senza nessuna possibilità di accedere all’istituto. Come se non bastasse, il guasto all’ascensore mi impedisce a tutt’oggi di partecipare ai concerti pubblici che si svolgono all’Auditorium. Alla luce di tutto questo, mi vedo costretta a scriverle per chiederle di intervenire direttamente e tempestivamente per risolvere questa spiacevole situazione. Conosco l’attenzione che l’Amministrazione pone riguardo le barriere architettoniche e la disabilità – conclude –: per questo soffro doppiamente nel rendermi conto che, dopo due mesi, ancora si attende il ripristino di un ascensore che dà accesso a un ente universitario».

La risposta dell’assessora non si è fatta attendere ed è arrivata mercoledì: «Non sapevo nulla di questo problema, mi dispiace molto e mi attivo» scrive Rabitti a Debbia. Ancora ieri, però, l’ascensore del Peri non era funzionante e una transenna in plastica gialla ne impediva l’ingresso.

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