OMICIDIO ELETTI
Marco rinviato a giudizio per l'assassinio del 54enne: la vittima non era suo padre
Il delitto commesso il 24 aprile 2021. Gli avvocati difensori Bucchi e Scarcella: «E' caduta, su nostra richiesta, l’aggravante dei rapporti familiari con la vittima»
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SAN MARTINO IN RIO. È stato rinviato a giudizio il 34enne Marco Eletti accusato dell’omicidio del padre Paolo e di aver tentato di uccidere la madre Sabrina Guidetti, il 24 aprile scorso. Ma «è caduta, su nostra richiesta, l’aggravante dei rapporti familiari con la vittima», hanno spiegato gli avvocati difensori Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella, dopo che dalle indagini - coordinate dalla pm Piera Cristina Giannusa - tramite gli accertamenti dei Ris con la comparazione dei Dna, si è scoperto che Paolo non era il padre biologico di Marco.
Secondo l’accusa, il movente dell’omicidio è da ricondurre alla scoperta di una doppia vita legata a un’altra identità di genere del padre. Ma anche a questioni inerenti alla casa di famiglia che i genitori non volevano lasciare, ma che il figlio avrebbe voluto ereditare sin da subito. Restano comunque in piedi le altre tre aggravanti contestate all’ipotesi di reato dell’omicidio: premeditazione, futili motivi e mediante l’utilizzo di sostanze venefiche e mezzi insidiosi.
La difesa punta alla concessione del rito abbreviato, qualora si presentino le condizioni: «Devono cadere tutte le altre aggravanti e ci proveremo perché, per noi, due di queste non sono proprio sussistenti - hanno concluso i legali -. Dall’ordinanza letta dal giudice ci sono spunti molto interessanti e saranno sviluppati in sede di dibattimento davanti alla Corte d’Assise».
La gup Silvia Guareschi ha disposto il processo per il 18 novembre. «Ha voluto incontrare il figlio per la prima volta dopo quanto accaduto, alla fine dell’udienza. Lo ha perdonato». Sono le parole all’Ansa dell’avvocato Claudio Bassi, il quale assiste Sabrina Guidetti, madre di Marco Eletti, il giovane accusato dell’omicidio del padre Paolo. Dopo aver ucciso l’uomo a martellate, avrebbe tentato di ammazzare anche la madre, iniettandole del benzodiazepine per poi tagliarle i polsi. Si è salvata dopo un lungo ricovero. Stamattina, per la prima volta dall’inizio del processo, si è presentata in aula.
La 54enne «non ha voluto costituirsi parte civile nonostante sarebbe stata ammessa a tutti gli effetti, essendo parte offesa e moglie della vittima - ha spiegato il legale - Ma non ha voluto andare contro suo figlio. È un gesto da mamma».
Prima che Marco venisse riportato in carcere nel penitenziario di Modena, dove è ristretto da quando è stato arrestato poche ore dopo il delitto, la donna ha ottenuto il permesso di poterci parlare in tribunale per qualche minuto.
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