Zucchero va a mille all’Arena: «Una rinascita stare sul palco»
Il bluesman reggiano per 14 serate nell’anfiteatro poi in giro per l’Italia: «Il futuro sono i live, voglio cantare e suonare ovunque mi chiamino»
Zucchero va a mille sul palco dell’Arena di Verona, per il debutto italiano del World Wild Tour 2022. «Non era scontato tornare a suonare – racconta il bluesman reggiano – e trovarsi davanti al pubblico che ha dovuto aspettare per tanto tempo. È una vera rinascita. Sono ancora incredulo». Quattordici, in totale, sono le date previste dal tour di Zucchero in Arena, prima di portare il verbo del blues e di tutto quello che ci gira attorno, praticamente ovunque, fino almeno al termine del 2022 comprese le date in Nord America, tra Stati Uniti e Canada.
Un viaggio geografico ma anche nel tempo, attraverso tutte le epoche di Zucchero riassunte nella scaletta del concerto veronese, «che cambierà di sera in sera perché non voglio annoiare nessuno», dice Zucchero.
Da “Spirito nel buio” a “Diavolo in me” passando per tutte le interpretazioni del blues alla Sugar, compresi titoli che da tempo mancavano nei suoi live.
«Sono legato alle sonorità di canzoni come “Senza rimorso” e “Pene” – ha detto Zucchero – che magari non hanno avuto fortuna come singoli quando sono uscite. Sono canzoni che ho scritto in un momento non bello della mia vita, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Volevo riviverle. Sono una persona che sa come godere ma anche come soffrire, altrimenti non avrei fatto il blues».
Partito il 18 aprile da Glasgow, il World Wild Tour è già passato anche dalla Royal Albert Hall di Londra con due date, andate sold out. Zucchero sarà anche uno dei protagonisti dello show-evento con Eric Clapton previsto il 29 maggio al Waldbühne di Berlino.
«Clapton è un grande artista, una persona sensibile e a suo modo fragile. Le sue posizioni no vax penso siano state dettate dalla paura. Ci conosciamo dal 1989, da quando venne ad Agrigento a vedermi, su consiglio di Lory Del Santo. Gli sarò grato per sempre perché mi ha dato la grande opportunità di farmi conoscere all’estero, aprendo i suoi concerti».
Un blues, quello di Zucchero, che torna a fare anche i conti con la realtà, oggi fatta anche di guerre vicine.
«Cerco sempre di rendere i miei concerti leggeri – spiega – e non voglio pontificare dal palco o diventare un messaggero. Quello che devo dire lo dico con le canzoni. Avevo in programma concerti anche a Mosca, San Pietroburgo e in Bielorussia. Non ci andrò».
E il futuro, fatto di concerti, dischi anche, ma fatti in un certo modo. Poi il blues, perché «il blues non muore mai» assicura Zucchero.
«In discografia oggi manca quel fuoco che muove le cose e spinge anche a rischiare. Farò ancora dischi, ma come li voglio fare io. Non credo più nel disco come espressione principale di questo mestiere. Il futuro è live e non aspetterò più due anni per fare un album e poi partire coi concerti. Suonerò dove mi chiamano, anche nelle piccole arene e dove altri non andrebbero, come a Kuala Lumpur».
Zucchero si esibirà fino all’11 maggio all’Arena di Verona poi tornerà nuovamente live in Italia anche durante i mesi estivi.
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