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Reggio Emilia, musica senza barriere con gli allievi di Muti

Al via una rassegna di concerti in carcere e nelle Cra  Ad esibirsi le formazioni dell’orchestra giovanile Cherubini


29 aprile 2022


REGGIO EMILIA. Sembra un segno del destino. Due progetti diversi seppure affini, nati lontani l’uno dall’altro, senza sapere l’uno dell’altro e due parole – “senza barriere” – identiche per raccontarli e definirne l’obiettivo comune. L’incontro non poteva che essere inevitabile tra “Reggio Città senza barriere”, il progetto di Comune e Fcr per il superamento delle barriere fisiche, culturali e mentali e “La Musica senza barriere”, il progetto che l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini – fondata, nel 2004, e diretta dal maestro Riccardo Muti – svolge da quattro anni attraverso formazioni cameristiche costituitesi fra i suoi membri. Fra le missioni degli ensemble da camera, il portare musica, l’arte che supera ogni barriera, in luoghi di fragilità. Vale a dire concerti in Rsa e Cra, centri di cooperazione, accoglienza e inclusione sociale, centri per persone con disabilità, case circondariali, strutture per la salute mentale. Questo avverrà anche a Reggio.

Dall’incontro fra i due progetti e i loro promotori, è nato infatti il primo programma di concerti nei luoghi della fragilità e del silenzio a Reggio, dove dal 5 maggio al 2 agosto le formazioni cameristiche della “Cherubini” terranno sei concerti dedicati a persone fragili nei luoghi che le ospitano, per poi proporre il 2 agosto, a chiusura del ciclo, un settimo concerto alla Polveriera. Questo concerto finale sarà aperto alla cittadinanza, a significare che tutte e tutti siamo fragili o possiamo esserlo.

«Siamo felicissimi di questo incontro. La perfetta assonanza fra i due progetti “senza barriere” offre, con questi concerti nella nostra città, l’opportunità di raggiungere attraverso la musica le persone fragili all’interno dei luoghi da loro abitati, frequentati, vissuti. Noi ricerchiamo la bellezza, come opportunità di inclusione sociale, bene da condividere tra le persone e superamento delle barriere. E la musica è grande bellezza e meravigliosa forza, che supera ogni divisione, isolamento, ostacolo, portando relazione, felicità, crescita interiore, libertà. La presenza degli strumentisti della “Cherubini” è una grande occasione in questo senso – dicono Annalisa Rabitti, assessora a Cultura e Pari opportunità e Daniele Marchi, assessore al Welfare del Comune – La collaborazione fra i due progetti consente inoltre, fatto tipico di Reggio, di valorizzare giovani talenti, in questo caso musicisti di eccellente livello, che attingono all’arte inarrivabile del maestro Muti e anche questo ci fa molto piacere”.

«Portando concerti in luoghi dove vivono persone che non possono o non hanno l’opportunità di varcare la soglia di un teatro o un auditorium – spiega Antonio De Rosa, responsabile management dell’Orchestra Cherubini – il progetto “La Musica senza barriere” afferma l’idea che la musica è un diritto inalienabile, un conforto per tutti, affinché nessuno rimanga prigioniero della più insormontabile delle barriere: il silenzio. Come ama spesso ricordarci il maestro Muti, ‘la cultura, la musica sono cibo spirituale’. Confidiamo che il nostro lavoro a Reggio Emilia possa portare nuovi e buoni frutti nel senso indicato da Muti».

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