Farolini suona la carica: «Il Valorugby può battere Rovigo»
REGGIO EMILIA. È il capitano di mille battaglie, un giocatore che in bacheca ha già uno scudetto (conquistato proprio a Rovigo), ma che da anni ha legato il suo nome a quello del Valorugby sposandone in toto il progetto, anche fuori dal campo.
Capitan Davide Farolini, 30 anni tra pochi giorni, non ha dubbi su quale regalo di compleanno volere. Dopo due semifinali perse, l’obiettivo è fare la storia e portare i Diavoli alla loro prima finale scudetto.
Farolini, siete pronti a sfidare i campioni del Rovigo?
«Ci stiamo allenando molto bene – spiega il capitano a pochi giorni dal match d’andata della semifinale, prevista domenica alle 16 al Mirabello –. Siamo focalizzati sulla parte tecnica e sulla strategia di gioco per arrivare al giorno del match con le idee ben chiare. La condizione è ottimale: aver conquistato i play off con largo anticipo e aver riposato durante i turni di recupero del campionato ci ha permesso di arrivare a questo punto con la forma giusta. Ora sta a noi capitalizzare il lavoro fatto».
Come capitano del Valorugby è alla terza semifinale scudetto: differenze con gli anni passati?
«Il primo anno siamo arrivati alla semifinale un po’ “cotti” dal punto di vista fisico, avevamo una rosa più corta e parecchi giocatori acciaccati, non c’è stata praticamente storia contro Calvisano. L’anno scorso, invece, abbiamo “toppato” la partita di andata al Mirabello e la bella vittoria sul campo del Petrarca nel ritorno non è bastata. Dobbiamo fare tesoro delle esperienze passate, sono convinto che siamo pronti per fare dei bei play off».
Le due partite di regular season contro Rovigo si sono svolte all’insegna dell’equilibrio.
«Direi che hanno avuto un copione identico. Al Battaglini abbiamo vinto noi con un piazzato a tempo scaduto, al Mirabello hanno vinto loro con la stessa modalità. Per forza di cose, mi viene da pensare che anche le due semifinali saranno equilibratissime. Dobbiamo stare attenti: loro sono in crescita, ultimamente fanno circolare maggiormente la palla e segnano molto. Siamo preparati a ogni eventualità, anche ad avere il campo pesante, viste le previsioni meteo. Giochiamo come sappiamo e sono certo faremo bene».
A 29 anni, è uno dei più esperti in una squadra che ha messo in vetrina parecchi giovani durante la regular season.
«In generale credo che il campionato italiano dovrebbe fare questo, cioè dare spazio ai giovani. Qui da noi poi il progetto societario li mette nelle condizioni ideali di studiare e far valere in campo le proprie doti. Noi “esperti” abbiamo imparato molto in questa stagione dai ragazzi giovani, la loro esuberanza fisica anche in allenamento ci ha stimolato ad alzare l’asticella. Credo che il mix costruito sia ben riuscito, c’è bisogno di tutti per arrivare a scrivere una pagina storica per il rugby reggiano».
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