Aemilia, la Cassazione conferma 73 delle 87 condanne
Sconti per sette imputati, sette rinvii in Appello. Il 90% delle condanne sono diventate definitive ed esecutive
REGGIO EMILIA. La Corte di Cassazione ha confermato 73 condanne nei confronti degli 87 imputati nel maxi processo Aemilia sulla 'Ndrangheta in Emilia Romagna.
I giudici hanno disposto solo 7 annullamenti senza rinvio per lievi rideterminazioni della pena e altri 7 annullamenti senza rinvio, ma solo per alcuni capi di accusa. Ha quindi ampiamente retto l'accusa dell'associazione mafiosa, come aveva chiesto anche il pg, sollecitando l'inammissibilità o il rigetto dei ricorsi.
Nel 2015 l'operazione contro la criminalità calabrese aveva portato a oltre cento arresti. Nella sentenza di primo grado, dell'ottobre 2018, erano stati inflitti 1.200 anni di carcere, poi ridotti a 712 in appello.
Al centro dell'inchiesta che ha portato al maxi processo c'era la cosca 'ndranghetistica Grande Aracri. Fra le condanne confermate dalla Cassazione anche quella a 13 anni per Giuseppe Iaquinta, padre dell'ex calciatore della Juventus e della Nazionale campione del mondo.
Confermata la pena a 9 anni e 8 mesi per Omar Costi, a 9 anni per l'imprenditore di San Felice sul Panaro Augusto Bianchini. Perna confermata a 3 anni per Mirco Salsi.
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