Caso Arci Tunnel, Bonaccini tuona: «Ignobile esaltare le Br»
Il presidente della Regione si dice indignato e disgustato: «Ipotesi di reato? Mi pare ci siano tutti gli estremi del caso»
REGGIO EMILIA. «Un’esaltazione ignobile delle Brigate Rosse». Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, condanna l’esibizione del gruppo “P38 - La Gang” avvenuta lo scorso 1° maggio al circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia.
Bonaccini si dice «indignato e disgustato» in un post su Facebook nel quale pubblica la fotografia dei sedicenti “trappisti brigatisti”, autori dell’album “Nuove Br”. «Non scherziamo e non banalizziamo – l’invettiva del presidente –: esaltare le Brigate Rosse e vilipendere le vittime accampando la libertà di espressione, dell’arte e della “provocazione” sarebbe ridicolo e grottesco se non fosse ben prima ignobile».
Il ragionamento di Bonaccini non include giustificazioni di sorta per la libertà d’espressione, difesa sempre sui social dalla stessa band. Il presidente non cita l’indagato Marco Vicini, presidente del circolo, sotto interrogatorio martedì per “istigazione a delinquere”.
Fratelli d’Italia ha annunciato un esposto in Procura mentre la Lega in Regione ha chiesto lo stop ai finanziamenti regionali per l’associazione che gestisce le attività della sede di via del Chionso.
Il giudizio del presidente è incontrovertibile. «Bene che le procure e le forze dell’ordine si siano già attivate per identificare i responsabili e accertare le ipotesi di reato – scrive ancora il presidente –. Mi pare ci siano tutti gli estremi ma non compete certo a me stabilirlo. Dico invece che, ancor prima e a prescindere dal codice penale, tutto ciò è inammissibile. Ovunque e soprattutto in questa terra, che ha pagato un tributo di sangue enorme alla follia omicida del terrorismo».
Bonaccini entra ancor più nel merito delle scelte operate dalla band contestata e non solo sul palco reggiano. Nel mirino l’immagine che ritrae i componenti mascherati della band davanti ai palazzi della Regione, in via Aldo Moro.
Da un lato il profilo istituzionale del politico, dall’altro la copertina dell’album con scritte come “Colpirne uno per colpirne cento”.
«Ho visto le immagini e letto alcuni testi di questa sedicente band che inneggia alle peggiori pagine della nostra storia repubblicana, alla violenza brigatista, al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro – l’atto di accusa di Bonaccini –. Sono indignato e disgustato. Che si sia anche scelto di girare sotto le torri della Regione, in viale Aldo Moro, un video di quel tenore per puro sfregio è inqualificabile e deprecabile».
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