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Reggio Emilia, dopo l’ennesima rapina al Caddy’s di Baragalla e cassiere chiedono più sicurezza

G.F.
Reggio Emilia, dopo l’ennesima rapina al Caddy’s di Baragalla e cassiere chiedono più sicurezza

I carabinieri sono sulle tracce di un uomo tra i 60 e i 65 anni e non escludono la pista seriale

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REGGIO EMILIA. «Il rapinatore è sempre la stessa persona». Ne è convinto chi lavora al Caddy’s di via Omobono Tenni, a Baragalla, ed è stufo dopo la terza rapina a mano armata in appena quattro mesi. All’indomani dell’ultimo colpo, datato venerdì 6 maggio, la normalità è una conquista al mattino, mentre alla sera le apprensioni restano. Le commesse servono i clienti e soprattutto le clienti, forniscono assistenza e consigli su quale balsamo adoperare o quale detersivo sia più efficace per le superfici.Tutto pur di non ripensare al copione che si ripete quasi ciclicamente dall’inizio dell’anno a oggi.

Un uomo sulla sessantina entra nell’attività di Baragalla con la pistola in pugno a ridosso dell’orario di chiusura. Punta l’arma verso la persona alla cassa e le intima di consegnargli l’incasso della giornata. Dopo pochi istanti, il rapinatore esce e fa perdere le proprie tracce.

«Ci servirebbe maggiore sicurezza – auspica una persona che lavora all’interno dell’attività –. Il rapinatore è sempre la stessa persona e con noi ha il “gioco” facile: siamo tutte ragazze. Non sappiamo perché ci abbia preso di mira, ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti».

Le indagini sono affidate ai carabinieri di Reggio Emilia. Gli investigatori non escludono si possa trattare della stessa persona. In base a un primo identikit, l’uomo avrebbe un’età compresa tra i sessanta e i sessantacinque anni.

Il primo colpo nel negozio quest’anno risale al 4 gennaio. Quel giorno un uomo con mascherina e un cappellino si avvicinò con una pistola alla dipendente in cassa, facendosi consegnare circa mille euro. L’arma, come si sarebbe poi scoperto, era “giocattolo”. Un episodio simile è poi avvenuto sabato 5 marzo (due mesi dopo) nella stessa attività di via Tenni. L’uomo (da appurare se fosse lo stesso o meno) con la mascherina e il cappellino si è fatto consegnare in quell’occasione alcune centinaia di euro. Il bottino del terzo colpo resta da quantificare.

Tra gli elementi da chiarire, la presenza o meno di un eventuale complice che possa aver agevolato la fuga del rapinatore. Resta un mistero anche se vi sia un soggetto incaricato per fare da “palo” e sorvegliare l’esterno durante l’azione criminosa oppure se chi è entrato con l’arma in pugno possa aver fatto riferimento esclusivamente sulle proprie forze.

Rimane da stabilire anche se l’arma dell’ultimo colpo fosse giocattolo o meno.



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