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Quando il “gioco” si fa duro ecco due reggiani supereroi

Gabriele Farina
Quando il “gioco” si fa duro ecco due reggiani supereroi

Spatola e Paterakis star sui social e agli eventi pensati per i fanatici dei giochi

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REGGIO EMILIA. Quando il gioco si fa duro, i supereroi iniziano a giocare. Marco Spatola e Michele Paterakis trasformano la somiglianza fisica a due attori in una vocazione.
Il reggiano Spatola sveste i panni di esperto tecnico di sistemi antintrusione per diventare Tony Stark alias Iron Man, uno dei supereroi principali dell’universo Marvel.
Il bibbianese Paterakis è invece è un medico “strano”: interpreta Doctor Strange, il personaggio appartenente allo stesso cosmo uscito da poco nelle sale.

È il primo a introdurre il duo, partendo dall’evento per la pace organizzato al “Comicon” di Napoli. «Interpretare personaggi a livello di sosia è un piacere e anche una grossissima responsabilità», esordisce Spatola.
L’uomo di ferro della Marvel ha rappresentato una scoperta per lo stesso Spatola. «Avevo il personaggio in me e non lo sapevo», commenta Spatola. La scoperta avviene in un’edizione di Modena Nerd. Il reggiano si presenta in abiti civili ed è fermato dai presenti come se fosse una celebrità. «Mi hanno iniziato a dire che sono uguale a Tony Stark – riprende il sosia –. Non capivo quanto mi stessero dicendo. Non guardavo i fumetti e non ero nerd. Sono andato alla Fiera per giocare con i miei figli e le persone sono come impazzite non appena mi hanno visto».

La reazione ha fatto scattare una “molla” nell’esperto tecnico proveniente dalla città del Tricolore. Il personaggio di Tony Stark a Hollywood è interpretato da Robert Downey Jr.
Le somiglianze dell’attore con il reggiano sono notevoli. Molteplici le interpretazioni di Downey Jr. in altre pellicole distanti dall’universo della Marvel. La scelta di Tony Stark o Iron Man nella versione “robotizzata” è azzeccata per il sosia reggiano. «Tony è il personaggio più umano di tutti i fumetti – la lettura di Spatola –. È un personaggio che sbaglia e riparte da zero. Un personaggio che si sacrifica per gli altri, che cerca di imporre le proprie idee ed è spesso contrastato. Ha in sé la forza per comprendere quale sia la vera ricchezza. È un po’ il concetto base della mia vita. Possiamo perdere il lavoro e la casa, ma la vera forza siamo noi. Tony è un personaggio che riparte anche quando i cattivi gli distruggono tutto, a parte un cacciavite».

Quando Stark si trasforma in Iron Man indossa un’armatura. Per Spatola la vera corazza risiede nell’animo. «L’esempio dei supereroi dà forza a tantissime persone che fanno fatica a mantenere relazioni sociali – aggiunge Spatola – Permette di avere tanti amici in Italia e di scoprire una forza innata. Un supereroe va avanti e combatte. Così gli altri hanno bisogno di sentirsi supereroi, di immaginarsi supereroi, di essere supereroi».

Al “Romics” capitolino Spatola e Paterakis hanno partecipato a un progetto solidale con l’istituto Veronesi per la ricerca pediatrica sulle malattie oncologiche. Dal Tevere al Vesuvio l’evoluzione come ambasciatore della pace nell’evento organizzato da Hasbro Italia all’interno del “Comicon” partenopeo.
Come compagno di viaggio il bibbianese di origine greca Paterakis, che ha tratti in comune con Benedict Cumberbatch, l’attore britannico che interpreta il personaggio al cinema.

Spatola e Paterakis condividono la reggianità, ma si sono incontrati a una fiera nella località piacentina di Grazzano Visconti. Entrambi hanno apprezzato il “flash mob” tenutosi in Campania. «L’evento di Napoli ha il cuore reggiano», ribadisce Spatola. Va detto che i due sono ben lungi dall’essere partiti come profeti in patria. «All’inizio le persone di Reggio ci chiedevano cosa stessimo facendo – ricorda il sosia di Stark –. Ci prendevano in giro perché a 45 anni ci travestivamo da supereroi. Poi hanno cambiato visuale e siamo diventati persone che realizzano attività bellissime. Reggio è una città abituata ad avere schemi ben precisi e tale evoluzione è molto bella. Siamo passati dall’essere considerati gli scemi del villaggio ad autori di un progetto molto bello».

La passione dei giovani trascina gli adulti. «Oltre alle persone seguite durante le cure oncologiche è emozionante vedere i genitori che portano i bambini a distanza di qualche anno – assicura il reggiano – e chiedono di rifare le foto con le stesse pose di allora. Non seguono esclusivamente i personaggi, ma stanno dietro le persone».

Un esempio chiarisce meglio il concetto. «Ho conosciuto a Roma persone venute apposta da Reggio con i figli al seguito», l’aneddoto. I due reggiani sono noti sia negli eventi dal vivo sia sui social. «Vorremmo organizzare una vera agenzia di sosia», anticipa Spatola.

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