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Bianchini fuori pericolo. La difesa: la sua salute incompatibile col carcere

Bianchini fuori pericolo. La difesa: la sua salute incompatibile col carcere

Il Procuratore generale Musti: «Corretto un errore sulla moglie, pena sospesa». L’imprenditore modenese ricoverato all’ospedale viene guardato a vista

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SAN FELICE. «Con riguardo ad Augusto Bianchini la Procura generale monitora le condizioni di salute del condannato. Fortunatamente non è in pericolo di vita a seguito di atti di autolesionismo». Lo ha chiarito ieri il procuratore generale reggente di Bologna Lucia Musti, in riferimento alle notizie sull’imprenditore modenese, condannato in via definitiva a 9 anni nel processo di ’ndrangheta Aemilia e ricoverato all’ospedale di Baggiovara dopo essersi ferito nel bagno di casa sabato pomeriggio, dopo aver appreso della sentenza di Cassazione.

Riguardo alla moglie di Bianchini, Bruna Braga, condannata a due anni e due mesi, Musti ha spiegato che la Procura generale «ha rilevato la discrasia tra il dispositivo della sentenza della Corte di Appello del 17 dicembre 2020 e la motivazione, secondo cui l’aggravante mafiosa era venuta meno. Il pronto intervento dell’ufficio, mobilitato senza sosta nelle giornate di sabato e domenica in relazione alla delicatezza, l’urgenza e il numero elevato di ordini di esecuzione da emettere, ha consentito che la condannata non sia entrata in carcere, potendo beneficiare, a seguito altresì di proficua interlocuzione con la Difesa, della sospensione dell’esecuzione della pena, ex articolo 656 comma 6 Cpp».

«Un errore che è stato rimediato velocemente, per fortuna – hanno commentato gli avvocati difensori Giulio Garuti e Simone Bonfante – All’inizio a carico della moglie c’era un provvedimento di immediata esecuzione, ma ci siamo mobilitati e grazie alla collaborazione preziosa della procura nel giro di poche ore abbiamo risolto il problema».

Nel frattempo i medici di Baggiovara hanno stabilizzato le condizioni di Bianchini, fuori pericolo. L’imprenditore di San Felice è piantonato a vista in ospedale: nessuno pensa ad un’improbabile fuga, quanto invece l’obiettivo è quello di scongiurare un altro gesto estremo. Appena sarà dimesso, però, si aprirà la discussione sul suo futuro. Già sabato, infatti, i carabinieri avevano avuto indicazione di andarlo a prelevare a casa per trasferirlo in carcere a Modena.

La sentenza emessa dalla Cassazione è già divenuta esecutiva. Il tutto nonostante abbia un quadro sanitario preoccupante a causa dell’età – ha 68 anni – e di problemi di salute che da tempo deve affrontare e che si sono manifestati anche nel corso delle varie udienze che lo hanno visto testimoniare di fronte ai giudici. Nel perimetro clinico si inserisce anche la sua condizione psicologica, vacillante dopo la Cassazione.

«In questi casi – ha detto il professor Garuti – viene prima di tutto l’aspetto umano. Augusto Bianchini ha avuto una vita imprenditoriale di successo, ha certamente commesso errori, ma ribadiamo che non è un mafioso. Io sono preoccupato e come me dovrebberlo essere anche altri perché quanto avvenuto sabato pomeriggio è un campanello d’allarme. Ritengo, infatti, che il regime carcerario non sia adeguato ad un uomo già particolarmente provato per quanto avvenuto negli ultimi anni. Le sentenze si rispettano, certo, e noi lo facciamo, ma c’è una componente umana che non mi lascia tranquillo».

Il collega Bonfante ha aggiunto: «Valuteremo gli esiti degli accertamenti dell’ospedale di Baggiovara. Non è escluso che provvederemo ad una consulenza di parte per capire se sussiste una incompatibilità tra le condizioni di salute e la detenzione. Questo al momento è quello che possiamo fare, sia alla luce della patologie pregresse sia in seguito all’ultimo gesto di autolesionismo, che temiamo possa ripetersi. L’importante ora è che Bianchini possa rimettersi».

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