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Casalgrande, dopo i due gravi infortuni è sciopero alla Rubiera Special Steel

Lavoratori fermi sabato 14 maggio. Dalla Fiom Cgil di Reggio l'annuncio della mobilitazione: «Le risposte dell'azienda? Necessarie ma tardive»


10 maggio 2022


CASALGRANDE. Sabato 14 maggio i lavoratori della Rubiera Special Steel incrociano le braccia. Lo sciopero di otto ore è stato annunciato oggi dalla Fiom Cgil dopo che nell’acciaieria, dove lavorano 126 persone, nel giro di pochi giorni si sono verificati ben due gravi infortuni.
 
I toni della vertenza, che sulle prime si era aperte senza prevedere lo sciopero, si sono surriscaldati dopo che si sono svolti i colloqui tra rappresentanti sindacali e azienda ieri pomeriggio. Nella mattinata l’assemblea dei lavori aveva acceso i riflettori su sicurezza e carichi di lavoro.
 
«Visto il grave e doloroso ripetersi di infortuni si è aperto lunedì con l’assemblea dei lavoratori un percorso di consultazione e mobilitazione considerato che questo tipo di eventi non possono essere derubricati a semplici casualità». Così la Fiom di Reggio Emilia che lunedì pomeriggio ha incontrato l’azienda. 
 
Nell’incontro quest’ultima, conferma la Fiom, «si è impegnata a effettuare nuove assunzioni, rendendosi conto di essere sotto organico, a investire in nuovi strumenti di prevenzione e a rafforzare la formazione».
«Queste sono risposte necessarie ma tardive. Se l’azienda avesse fatto queste scelte un anno fa – dichiara ora Marcello Rinaldi della Fiom di Reggio Emilia – probabilmente oggi non ci sarebbero due lavoratori in ospedale.Per questo motivo, insieme alla Rsu Fiom abbiamo deciso di proclamare una fermata in sciopero per sabato 14 maggio tutto il giorno (l’attività della fonderia va dal martedi al sabato)».
 
«La Fiom è convinta nel sostenere che a essere evitati siano gli infortuni e non gli scioperi – precisano dalla Camera del lavoro di via Roma –, che invece sono lo strumento principale per dare voce alle giuste richieste dei lavoratori e invita per questo tutti i dipendenti ad aderire alla mobilitazione di sabato». 
«Scioperare serve per due ragioni: dire chiaro e tondo che non si può mai scaricare la responsabilità degli infortuni sui lavoratori e che l’azienda non ha fatto abbastanza per evitarli, e nello stesso tempo per inviare un messaggio di vicinanza e solidarietà ai colleghi che oggi sono ancora ricoverati e che ci auguriamo possano prima possibile tornare al lavoro», dichiara Simone Vecchi segretario provinciale della Fiom.
 
«La vita non ha un prezzo, e questo è il momento in cui i lavoratori devono dire se stanno dalla parte dei colleghi o se accettano che gli infortuni siano solo fatalità», concludono la Rsu della Fiom e la Fiom Provinciale.
 

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