Reggio Emilia. Il sindaco Vecchi alla delegazione bosniaca: «Messaggio di pace per l’Europa»
Le reazioni al gemellaggio tra la Città del Tricolore e Sarajevo Centar
REGGIO EMILIA. «Un messaggio di pace per l’Europa intera». Il sindaco Luca Vecchi mira in alto nel presentare il gemellaggio tra Reggio Emilia e Sarajevo Centar.
La Bosnia Erzegovina di cui Sarajevo è capitale e l’Ucraina si mescolano nei discorsi istituzionali in un unico appello per la cessazione delle ostilità.
Il presidente del Consiglio comunale bosniaco Sead Đozo nel 1992 aveva 22 anni e ricorda gli scontri vissuti da vicino. «Grazie per tutto quello che avete fatto voi italiani – tributa Đozo –. Adesso facciamo i passi giusti per il nostro futuro».
Il futuro si collega alle giovani generazioni e gli studenti rispondono presente. «Pensiamo di portare gli studenti di Sarajevo a Reggio Emilia e i nostri ragazzi a Sarajevo», anticipa a margine dell’evento Mariangela Fontanesi, preside dell’istituto Filippo Re. La scuola è coinvolta con il Bus Pascal nel progetto Most, termine bosniaco per indicare il ponte.
I passi giusti già compiuti riguardano lo sport, il teatro, la storia, la cultura. «I ragazzi sono contentissimi di approfondire l’aspetto storico – aggiunge la dirigente – perché non è così sviluppato nei programmi scolastici. Hanno vissuto uno spettacolo di fortissimo impatto. Una ragazza balcanica s’è emozionata perché capiva i dialoghi in bosniaco».
La preside ricorda il valore dell’accoglienza: i bosniaci ieri, gli ucraini oggi. «Il legame è molto forte», assicura Fontanesi. L’esempio del ponte è ripreso da Andrea Cortesi, direttore di Iscos Emilia Romagna.
Cortesi identifica due pilastri: «tutela dei diritti umani e pace». I passi avanti futuri per il direttore sono molteplici. «La Bosnia Erzegovina rimane ai margini dell’Unione europea e dei processi d’integrazione – ribadisce Cortesi – e ovviamente dobbiamo lavorare su questo aspetto. Dobbiamo allargare i confini dell’Europa in senso positivo, allargando quelli dei diritti e della democrazia. Non sono tanto i confini politici che ci interessano».
Costruire ponti è un imperativo per Arturo Bertoldi, presidente di Istoreco. «Dobbiamo costruire ponti – il messaggio sempre a margine di Bertoldi – e non dobbiamo aver paura del passato, ma guardare al futuro».
Il presidente ricorda la vicinanza temporale della guerra in Bosnia Erzegovina, auspicando soluzioni per la pace in altri luoghi del mondo.
«Gemellarci significa stare insieme, sentirci fratelli, appoggiarci a vicenda», il messaggio in sala Tricolore di Matteo Iori, presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia.
Il valore della fratellanza è ribadito in chiusura da Srđan Mandic, sindaco della municipalità bosniaca con cui la città del Tricolore ha sottoscritto il nuovo gemellaggio.
«È un grande piacere: vi ringrazio per la collaborazione sincera e rara», esordisce Mandic in italiano prima di passare all’inglese. Il sindaco bosniaco invita a fraternizzare per quanto sia un «compito molto sfidante».
Il sindaco invita ad attualizzare la Resistenza e difendere la democrazia, indicata come il miglior esempio di governo attuale. «L’atto di gemellaggio è un atto di democrazia», conclude Mandic.
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