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Reggio Emilia, l'appello: «Eroi della pandemia ma sottopagati»

Reggio Emilia, l'appello: «Eroi della pandemia ma sottopagati»

La presidente dell'Ordine degli Infermieri Macchioni: «Senza investimenti l’assistenza è a rischio»

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REGGIO EMILIA. «Gli infermieri hanno sofferto tremendamente durante la pandemia. Sono stati esposti al virus e sono stati in grado di proteggersi, prima sono stati chiamati “eroi” e successivamente hanno subito attacchi da parte del pubblico, hanno sopportato carichi di lavoro estremi e massacranti, soprattutto in alcune realtà lavorative, e continuano a essere sottopagati e sottovalutati». E ancora: «Non c’è salute senza infermieri». Così Maria Grazia Macchioni, presidente dell’Ordine di Reggio, presenta l’iniziativa in occasione della Giornata internazionale degli infermieri, che si celebra in tutto il mondo ogni anno il 12 maggio, anniversario della nascita di Florence Nightingale, la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna.

Il tema della giornata di questo anno è “Infermieri: una voce per guidare. Investire nell’assistenza infermieristica, rispettarne i diritti per garantire la salute globale e rafforzare i sistemi sanitari in tutto il mondo”. E oggi gli infermieri reggiani si daranno appuntamento alle 14,30 al cinema Rosebud di via Medaglie d’Oro della Resistenza con una giornata di studio in cui approfondiranno i modelli di integrazione di figure professionali come Infermieri e Oss.

Complessivamente, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Reggio conta 3.316 iscritti, 2.805 donne e 511 uomini: 1.060 infermieri reggiani non superano i 40 anni, mentre sono 822 quelli tra i 41 e i 50. 1.085 hanno tra i 51 e i 60 anni, mentre 349 hanno più di 60 anni.
Durante tutto lo scorso anno il lavoro degli infermieri nella nostra provincia non si è mai fermato: si sono presi cura sia degli ammalati di Covid durante la pandemia, sia dei pazienti che soffrono per altre condizioni.

Dalla nascita alla morte, dalle malattie non trasmissibili alle malattie infettive, dalla salute mentale alle malattie croniche.
Secondo l’Ordine, il Covid ha messo in luce in tutto il mondo e in Italia le debolezze dei sistemi sanitari causate da investimenti insufficienti o non calibrati. E gli infermieri vogliono sottolineare con forza la necessità di investire nell’assistenza infermieristica. Dalla categoria rimarcano il fatto che attraverso gli infermieri il Servizio Sanitario Nazionale fornisce a tutti cure accessibili, convenienti, incentrate sulla persona.

«Il decreto ministeriale 71 del 2022 – aggiunge Macchioni – che prevede la riorganizzazione del Sistema Sanitario sul territorio, vede l’inserimento di infermieri nelle case e negli ospedali di comunità, nonché la presenza dell'infermiere di famiglia e comunità ogni 3.000 abitanti. Definisce inoltre l’aumento dell’infermieristica domiciliare del 4% per gli over 65, passando dall’attuale 6% al 10%. Spero che davvero si investa sugli infermieri, perché se questo non dovesse accadere ciò andrebbe a scapito di un sistema sanitario di elevata qualità e di tutti i cittadini».

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