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Zona Ceramiche, una dipendente 36enne accusa il datore di lavoro: «Mi maltratta e molesta»

La denuncia della donna al centro di un processo in autunno. Lei: «Continue avances sessuali». Lui: «È tutto inventato» 


14 maggio 2022 Tiziano Soresina


ZONA CERAMICHE. In autunno vi sarà un processo che entrerà fra le pieghe di una vicenda delicatissima, perché in aula un datore di lavoro quasi sessantenne sarà accusato da una dipendente di maltrattamenti e molestie sessuali. Lui nega.

Violenta crisi

Assunta dal 2018, la 36enne ha detto “basta” nell’agosto scorso, quando ha lasciato il lavoro sui due piedi e da allora è in malattia, seguita da uno psicologo per mettere un freno a una violenta crisi fisica ed emotiva (ha perso venti chili, oltre che non pochi capelli), trovando un aiuto anche nel centro antiviolenza “Casa delle donne”.

Secondo il racconto della donna – tutelata dall’avvocato di parte civile Alice Minari – vi sarebbe stato un comportamento a due facce del datore di lavoro: atteggiamenti di derisione davanti ai colleghi con battute goliardiche che tradivano però pesanti allusioni, mentre diveniva sessualmente aggressivo di pomeriggio (quando in azienda c’è poca gente) e soprattutto nei luoghi in cui non vi sono le telecamere di sicurezza.

La dipendente dice di essere stata sistematicamente importunata per circa un anno e mezzo, tra frasi volgari, approcci e palpeggiamenti negli ambienti appartati in cui il datore di lavoro conduceva la ben più giovane addetta alle vendite, facendo leva sul fatto che era lui a decidere quale mansione affidarle giornalmente.

Approcci a luci rosse

Un lungo elenco a luci rosse, quello denunciato dalla 36enne in Procura: mani ovunque, baci tentati con la forza, approcci intimi non voluti, richieste di invii di foto che la ritraessero nuda. Una denuncia che la pm Valentina Salvi ha ritenuto credibile e, dopo gli accertamenti di legge, divenuta una doppia imputazione.

«Cose mai accadute»

«Il mio assistito respinge ogni addebito – replica l’avvocato Nino Ruffini, difensore del datore di lavoro – ed è in grado di dimostrare che queste vicende non sono accadute. Porteremo dei testimoni a conforto». Un processo che già si annuncia teso.

Di recente il rinvio a giudizio da parte del gup Silvia Guareschi, in un’udienza preliminare comunque disertata dai due protagonisti (rappresentati dai loro legali, e in questo contesto la donna si è costituita parte civile) che probabilmente verranno sentiti quando il procedimento entrerà nel vivo davanti al collegio giudicante.

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