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Concerto della vergogna

P38, identificati i componenti della band

E.Spa.
P38, identificati i componenti della band

Sono quattro incensurati che orbitano nel Bolognese. Petizione online per sostenere le spese legali: raccolti seimila euro

16 maggio 2022
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REGGIO EMILIA. Sono stati identificati dai poliziotti della Digos tutti e quattro i componenti del gruppo P38 La Gang, ovvero la band di “trapper brigatisti” che si autodefinisce un «collettivo musicale artistico insurrezionale» che ha tenuto un contestato concerto al Tunnel lo scorso Primo Maggio, in occasione della Festa dell’Unità Comunista, quando sul palco campeggiava una bandiera delle Br.

Una provocazione, secondo il gruppo – che alle Nuove Br ha intitolato un brano, un album e un tour – costata alla band un’ondata di indignazione e diverse denunce per istigazione a delinquere, finendo per mettere nei guai anche Marco Vicini, presidente dell’Arci Tunnel, indagato a sua volta in concorso e già interrogato in questura a Reggio, dove si è avvalso della facoltà di non rispondere.

A mostrare indignazione per i testi della band sono stati soprattutto i familiari delle vittime delle Br: il figlio di Marco Biagi, Lorenzo, e la figlia di Aldo Moro, Maria Fida, che dalle pagine della Gazzetta ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia: «Questa non è libertà di pensiero, ma istigazione al terrorismo». E il fascicolo è approdato anche a Bologna, procura distrettuale competente per le indagini sull’antiterrorismo.

I componenti del gruppo – che usano nomi d’arte (Astore, Papà Dimitri, Jimmy Pentothal e Yung Stalin) e si esibiscono incappucciati – erano finiti inoltre già al centro di un esposto presentato da Bruno D’Alfonso (figlio di un carabiniere vittima dei brigatisti) a Pescara, dove la band si è esibita il 25 aprile.

I quattro muscisti sono tutti incensurati e residenti nel Bolognese, non tutti di origine emiliana, considerati vicini agli ambienti dei centri sociali e dei collettivi antagonisti ma non legati a particolari gruppi organizzati.

«Se davvero fossimo componenti di un gruppo armato clandestino forse strillarlo nei pezzi e sui palchi non sarebbe la migliore strategia da adottare...», hanno fatto notare all’indomani del concerto al Tunnel, quando si è sollevato un polverone anche mediatico a tal punto da portare il Mi Ami Festival di Milano a non prevedere la loro esibizione, che sarebbe stata in programma il 27 maggio a Milano. «Non ci sono le condizioni», hanno detto dalla direzione del festival.

Per far fronte alle spese legali necessarie per la difesa, intanto, dalla band hanno avviato una raccolta fondi online che ieri aveva raggiunto seimila euro con il contributo di 165 sostenitori. L’obiettivo è arrivare a diecimila euro, con altri 187 giorni di tempo.

La petizione è accompagnata da un lungo messaggio, nel quale i componenti del gruppo spiegano che attraverso il progetto Nuove Br gli «stereotipi del genere vengono ribaltati agli estremi e imbottiti di citazioni al socialismo, al comunismo, agli anni di piombo», aggiungendo che si tratta di «una rossa iperbole trasforma la prospettiva di successo e arricchimento individuale in una strenua lotta con ogni mezzo per un futuro migliore per tutti...». Quanto alle denunce a loro carico e alle indagini in corso, «c’è la certezza quasi matematica che si arriverà a dei processi, forse a delle condanne. Noi e altre persone a noi vicine rischiamo fino a otto anni di pena, circa. Non possiamo rimanere immobili ad aspettare. Non vogliamo fuggire dalle conseguenze delle nostre azioni. Vogliamo affrontarle, sapendo di non essere soli».

E ancora: «Qualunque cifra donata verrà interamente investita nella copertura delle spese legali dei componenti del gruppo e di persone terze coinvolte nei processi riguardanti il progetto P38. Nessuno dei soldi ricevuti verrà intascato da singoli. Qualora le donazioni eccedessero le spese (assai improbabile), le rimanenze verranno re-investite nel progetto (attrezzature, scenografie e simili)».
Sempre nella stessa petizione, è annunciata infine la vendita online di magliette a tema, come quella con la scritta “Curcio”, fondatore delle Br, disponibili su un nuovo profilo Instagram, dato che gli altri social sono stati oscurati.

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