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Stretta contro i no vax a Reggio. Rolli: «Aumentiamo la sicurezza»

Al via azioni anti-vandalismi. Sesena, segretario Cgil: «Sono fascisti»


20 maggio 2022


Reggio Emilia Condannare i vandalismi, tutelare i presidi della democrazia. La Prefettura interviene con decisione dopo le ultime scritte apparse nella città del Tricolore alla sede di Reggio Sud della Cgil e alla scuola elementare Calvino.

I due episodi portano la medesima firma: due “V” incrociate in un logo circolare. È il simbolo dei “ViVi”, gruppo “no vax” diffuso in tutta Italia e monitorato da tempo dalle forze dell’ordine.
Il prefetto Iolanda Rolli garantisce la «massima attenzione sugli atti vandalici commessi contro sindacati e scuole, veri e propri presidi della democrazia» aprendo i lavori del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato ieri mattina ad hoc.

Tra i convocati Cristian Sesena, segretario provinciale della Cgil che ha condannato l’episodio alla propria sede. Non è un “unicum” reggiano: altre sedi del sindacato (tra cui Modena, Parma e Piacenza) a livello regionale hanno visto apparire nottetempo il simbolo con le due “V”. Senza dimenticare le scritte a Scandiano e all’ateneo reggiano.
Sesena “smonta” le rivendicazioni contro la “dittatura sanitaria”, avvertita dagli esponenti del gruppo.

«Imbrattare con scritte ignominiose le sedi sindacali e le scuole non è esprimere né un dissenso né una protesta – scrive Sesena sui social, citando il nostro giornale –. È fascismo. Quando si attaccano luoghi che rappresentano elementi centrali del tessuto democratico della nostra comunità, dobbiamo preoccuparci tutti».

Contattato in merito, il sindacalista conferma e rilancia. «Ho ricevuto una tempesta di insulti da utenti con profili con le “V” e nomi fantasiosi – spiega Sesena – dove sono ribaditi i soliti concetti sulla dittatura e sul nazismo. Abbiamo saputo di canali Telegram e YouTube in cui i componenti lanciano sfide con premi per imbrattare le sedi: temiamo una escalation. I toni si sono già innalzati: dalla “dittatura sanitaria” si è passati a dare del “nazista” al segretario nazionale Maurizio Landini».

«È fondamentale innalzare il livello di sicurezza, reale e percepita, dei rappresentanti sindacali – conclude il prefetto reggiano –. A tale proposito, è indispensabile che intrattengano un proficuo rapporto di collaborazione con la Digos segnalando ogni comportamento sospetto».

Al tavolo partecipano la Questura, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale, il Comune e la Provincia. Sono previste nuove convocazioni per verificare l’efficacia delle azioni adottate.  l

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