reggio
cronaca

Giallo di Toano, la moglie: «Mai minacciato i parenti»

«Quando è andato via di casa, qualcuno lo ha caricato con la macchina». Domani il funerale


24 maggio 2022


Toano Domani alle 10.30 in chiesa a Toano si terrà il funerale di Giuseppe Pedrazzini, il pensionato di 77 anni trovato morto in un pozzo vicino alla sua abitazione di Cerrè Marabino. A organizzare le esequie la moglie Marta Ghilardini – indagata per l’omicidio, in concorso con la figlia Silvia e il genero Riccardo Guida (sebbene il gip non abbia convalidato l’arresto per tali accuse).

«Non ho mai inviato messaggi di minacce alla sorella e al fratello di mio marito Beppe, impedendogli di avvicinarsi a casa nostra; può darsi che li abbia mandati mio genero, ma io mai». Lo ha detto ieri in un'intervista a “Pomeriggio cinque”, su Canale 5, Marta Ghilardini. Nei giorni scorsi il fratello della vittima aveva dichiarato alla stessa trasmissione tv che Marta e suo genero Riccardo impedivano a tutti di far visita a Giuseppe in casa. «Nella nostra casa poteva venire chiunque – ha risposto la moglie del defunto –. Nessuno si è mai presentato e non è vero che mio genero Riccardo cacciava le persone che venivano a trovare mio marito Beppe, almeno io non ho mai cacciato nessuno». «A dicembre mio marito ha iniziato a stare poco bene, non aveva più sensibilità nelle gambe, non guidava più; aveva detto anche che non se la sentiva più di guidare. Preferiva essere tranquillo in casa e veniva fuori con me, lo accompagnavo io, a braccetto con me con il bastone. I vicini di casa lo hanno anche visto e lui gli ha anche parlato. Fino a gennaio l’ho sempre portato fuori con me». «Quando è andato via di casa, verso febbraio o marzo, io non c’ero. Ma qualcuno lo ha caricato con la macchina perché mia figlia ha proprio visto una persona. Io non so chi fosse quel conducente. Beppe non ha mai detto che sarebbe andato dagli amici, l’ho pensato io. Lui però, facendosi prestare un telefono, ci ha chiamate dicendoci di stare tranquille che sarebbe ritornato. Poi dopo molti giorni è stato ritrovato nel pozzo, con addosso la tuta con cui era uscito quel giorno».

«Io sono tranquilla, la coscienza ce l’ho a posto e ce l'ho pulita e andrò anche al suo funerale», conclude. Marta Ghilardini, la figlia Silvia e il genero Riccardo Guida sono stati scarcerati dal Gip di Reggio Emilia, che per i tre indagati ha disposto la misura dell'obbligo di firma e di dimora, in relazione solo all'ipotesi di soppressione di cadavere, rigettando la richiesta della Procura per omicidio e sequestro di persona.l

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.