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cronaca

Il tennista Denys, da Mariupol a Reggio per coltivare il suo grande sogno

L'atleta, tra i primi trecento giocatori al mondo, si allena al Cere 


26 maggio 2022


Reggio Emilia La casa bombardata dai russi il 25 febbraio scorso e la lontananza, pesante e che si fa sentire, dai genitori che nel frattempo sono sfollati da Mariupol verso le campagne di Odessa, non hanno spento la sua grande passione per il tennis. Il diciottenne Denys Zamaraiev che al momento dell’invasione dell’Ucraina era ad Istambul per disputare un torneo, è uno dei giovani atleti che ha potuto arrivare in Europa e coltivare ancora, nonostante la guerra in corso, i suoi sogni e andare negli Usa. Probabilmente ad agosto sarà alla Grand Valley University del Michigan e proseguire la sua promettente carriera che lo vede oggi al 280esimo posto nella classifica mondiale. Una odissea a lieto fine la sua, resa possibile dall’aiuto e dalla disponibilità del Circolo Equitazione dove ha trovato una seconda famiglia che lo ospita e la possibilità di continuare ad allenarsi quotidianamente. A raccontarci come la solidarietà verso un popolo martoriato si sia fatta concreta sui campi di tennis è il direttore del Cere Alessandro Tosi che segue quotidianamente Denys. «Come circolo – spiega – abbiamo un contatto con il tennista ucraino Illja Marchenko, un top player del circuito Apt, che si è adoperato per trovare una sistemazione in Europa che potesse garantire ai giovani tennisti del suo Paese di continuare la loro attività sportiva. Fin da subito avevamo dato la nostra disponibilità e ci siamo organizzati grazie ai nostri soci e abbiamo trovato una famiglia, che vuole restare anonima, che si è detta disponibile ad ospitare Denys». Poi è partita la solidarietà e oltre alla famiglia che lo ospita, altri soci contribuiscono al suo mantenimento e il Cere ha messo a disposizione campi, maestri e attrezzature per consentirgli di allenarsi con continuità. Ma non tutti i problemi sono risolti.

Il giovane tennista può allenarsi con altri coetanei ma non può, almeno per ora, partecipare a tornei in cui sono previsti montepremi in quanto in possesso di una borsa di studio con l’Università del Michigan. Ma questo è forse l’ultimo dei problemi di Denys che grazie ad Alessandro Tosi ci ha raccontato di vivere «una vicenda terribile e inaspettata anche se per fortuna riesco a sentire ogni giorno per telefono i miei genitori che vivono sotto l’incubo dei bombardamenti». Denys apparentemente è tranquillo, dice Tosi «anche se sta vivendo un incubo. A Reggio sarebbe tra i primi cinque giocatori ed è tra i primi trecento giocatori al mondo». Ma al di là del tennis la vita di Denys ha ritrovato almeno una parvenza di normalità, anche grazie all’aiuto e all’amicizia che è nata con i suoi coetanei con i quali oltre a giocare estenuanti partite di tennis ha fatto qualche gita sul nostro Appennino. «Con gli altri ragazzi – conclude Tosi – si è creato un bel rapporto nella vita di tutti i giorni e escono insieme a conferma della grande ospitalità dei reggiani».


 

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