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Una sigaretta scatena l’inferno. Coniugi si salvano a Reggiolo

Un rogo si è sviluppato alle 12.30 in una palazzina di via San Giovanni. Una donna in ospedale per intossicazione, due appartamenti inagibili


26 maggio 2022 Mauro Pinotti


Reggiolo «Sono uscito dal bagno e ho visto il fumo... Mia moglie era in cucina, c’era il fuoco e ho provato a gettare acqua. Ho chiamato mia moglie e siamo usciti». Giuseppe Doria racconta così i concitati momenti nei quali si è reso conto che il suo appartamento di via San Giovanni 47 a Reggiolo stava andando a fuoco. Il 40enne e la moglie Concetta Muto, di quattro anni più giovane, sono riusciti a mettersi in salvo. La coppia ha anche due figli, che in quel momento erano a scuola.

L’incendio, secondo una ipotesi comunque da accertare, sarebbe stato causato da una sigaretta accesa, appoggiata su un portacenere o un suppellettile, che sarebbe scivolata sul letto scatenando le fiamme.

L’uomo, uscito dalla doccia, ha percepito l’odore di fumo e, quando si è reso conto del rogo, ha provato a gettare secchi d’acqua, ma senza riuscire a spegnerlo. A quel punto, con le stanze piene di fumo, ha cercato la moglie per portarla fuori di casa e metterla in salvo. Per fortuna nessuno dei due coniugi ha riportato ferite o ustioni: se la sono cavata con una leggera intossicazione.

Doria è uscito di casa a torso nudo, con il volto leggermente annerito dalla fuliggine, e ha rifiutato il ricovero, mentre la moglie è stata portata all’ospedale di Guastalla per accertamenti.

Tutto è avvenuto in una manciata di secondi intorno alle 12.30, proprio nell’ora in cui molti, tornati dal lavoro, si accingono a pranzare. Al piano terra della palazzina di via San Giovanni, che ospita sette appartamenti, vivono marito e moglie. Lui, ex socio di una impresa edile, ha da poco aperto una pizzeria a Villarotta di Luzzara. Lei è casalinga. Una doccia per rilassarsi prima del pranzo e in attesa del ritorno da scuola dei bimbi. All’improvviso l’inferno. Dall’odore di fumo al fuoco è stata solo questione di pochi attimi. Poi il fuggi-fuggi generale, sia della famiglia che degli altri inquilini. Intanto un residente ha dato l’allarme al 115.

Sul posto sono arrivate una squadra dei vigili del fuoco di Guastalla e una di Carpi, oltre ad alcuni pompieri che si trovavano in piazza a Reggiolo, sotto un gazebo, per una esercitazione. Sono arrivate anche due ambulanze da Reggiolo e Guastalla. Una signora, arrivata da poco, vedendo il movimento di mezzi di vigili del fuoco e ambulanze si è spaventata temendo che l’incendio avesse coinvolto anche la sua abitazione, ed è stata costretta a restare dietro il nastro steso dalla polizia locale dell’Unione Bassa reggiana, che nel frattempo aveva chiuso la via. Sono arrivati anche i genitori di Concetta Muto, spaventati e in lacrime. In cielo si è avvertito il rumore dell’elicottero dell’ospedale Maggiore di Parma, allertato dai soccorritori, che poco dopo è stato fatto rientrare alla base, non essendovi persone in gravi condizioni.

Dei sette appartamenti, quello al piano terra andato a fuoco e quello al piano superiore sono stati dichiarati inagibili. Tutti i residenti hanno trovato un’autonoma sistemazione in attesa delle perizie statiche. Il condominio, amministrato da Felice Cipolletta di Rio Saliceto, è assicurato. Nel pomeriggio gli altri cinque condomini sono potuti rientrare nei loro appartamenti.

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