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«No mercoledì rosa a Reggio Emilia? No party»

I baristi “bacchettano” il Comune per aver accantonato l’iniziativa in centro. «Era un’occasione: facevamo affari e garantivamo lavoro. Chi andrà a Campovolo?»


28 maggio 2022 Gabriele Farina


Reggio Emilia «Una delusione profonda». L’accantonamento dei “Mercoledì rosa” lascia un retrogusto amaro negli esercenti reggiani.

«Noi paghiamo le tasse e ci tolgono un evento così», recrimina Carmine Costanzo, titolare del Caffè delle Fontane. L’esercente ricorda ogni edizione organizzata fino al 2019, l’ultima prima della sospensione per la pandemia.

«I negozi di abbigliamento sulla via Emilia guadagnavano – sottolinea Costanzo, estendendo il fronte delle rimostranze –. Inoltre, c’erano tanti ragazzi che lavoravano al mercoledì sera oltre al fine settimana. Togliere i “Mercoledì rosa” dal centro è una decisione sbagliatissima».

Eventi serali al mercoledì potrebbero figurare, con un altro formato, a Campovolo. «Sarebbe un suicidio per chi organizza – sentenzia Costanzo –. A Campovolo non ci andrà nessuno per il caldo, i parcheggi, le zanzare. Erano belli gli eventi in centro con i cantanti nelle piazze Martiri, Prampolini, Fontanesi, San Prospero».

Mantiene la memoria dell’iniziativa anche Stefano Gabbi, titolare del Caffè Europa. «I “Mercoledì rosa” erano nati come iniziativa infrasettimanale per rivitalizzare il centro – ripercorre Gabbi –. Si era scelto un giorno diverso dal venerdì e dal sabato, in cui c’era già gente a sufficienza in strada. Spostare fuori dal centro un’iniziativa fatta per venire incontro alle necessità di far lavorare maggiormente gli esercizi pubblici, quali commercianti, bar e ristoranti, va un po’ contro la motivazione che ha fatto nascere l’iniziativa stessa».

Il titolare ha notato negli ultimi tempi un aumento degli episodi legati alle “baby gang” in concomitanza dei “Mercoledì rosa”. Il giudizio in favore dell’iniziativa tuttavia non cambia: «Se iniziative così non saranno più organizzate in centro ci sarà qualcuno che ne patirà».

Basta spostarsi da piazza Prampolini a piazza del Monte per avvertire la “sete” di iniziative in centro. «Siamo partiti nel 2020, in piena pandemia – spiega Alessandro Assad, titolare del Caffè del Monte –. Ogni evento è dunque benaccetto». Il titolare aveva assistito a edizioni precedenti dei “Mercoledì rosa”. «È un evento che ci faceva molta gola – rimarca Assad – e a cui ci sarebbe piaciuto partecipare. Sarebbe il caso che lo riproponessero in centro per aumentare le presenze, già in calo per via delle temperature estive. Dispiace che abbiano deciso tutto senza consultare nessuno».

Condivide la prospettiva Brunella Ferraresi, nuova titolare de Il Chioschetto del Parco del Popolo. «Per me è il primo anno in centro – evidenzia Ferraresi – e sarebbe stato bello poter contare sui “Mercoledì rosa”: avrebbe permesso di animare la zona. C’è bisogno un po’ di motivare la gente per farla uscire. Ogni evento porta gente». La titolare non avrebbe nulla in contrario a un’iniziativa simile a Campovolo, purché il formato originale tornasse in centro. «Perché l’uno deve escludere l’altro? – domanda Ferraresi – Fate lavorare il privato, ma anche chi paga l’affitto e c’è tutto l’anno. È bello fare qualcosa per i negozianti».

La pensa così anche Federico Riccò, referente dell’associazione Ristoratori reggiani. «Facciamo molta fatica a comprendere perché non si organizzino più i “Mercoledì rosa” in centro – attesta Riccò –. Non ne vediamo il senso. Speriamo si possa rifare presto». L’associazione presenterà lunedì una serie di quattro serate a ridosso dei concerti alla Rcf Arena Reggio Emilia. «Speriamo l’anno prossimo diventi un circuito “off” ogni volta che c’è un concerto – auspica Riccò – di cui possano beneficiare anche gli esercenti reggiani».

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