«Senza i Mercoledì Rosa in centro storico si aggraverà anche il problema sicurezza»
i Ambra Prati
Reggio Emilia «I Mercoledì Rosa al Campovolo? È allucinante. Si potevano avere i reggiani in centro, invece si preferisce andare fuori. Da anni noi titolari di attività constatiamo la volontà di far morire il cuore della città, mentre chi resta continua ad avere problemi di sicurezza». A parlare è uno dei commercianti di via Spallanzani (l’ultimo tratto di via Nobili di fianco al teatro Valli), che si unisce al coro di protesta per la decisione annunciata dal Comune di spostare le serate estive dall’esagono alla nuova Rcf Arena, per “ripensare” la formula.
«Non che con i Mercoledì Rossa i guadagni fossero più elevati – prosegue l’esercente, che preferisce restare anonimo – Ma almeno creavano un bel passeggio di persone, davano movimento, si respirava un’aria diversa. E perfino i senzatetto sparivano tra la folla. Invece se il centro storico non viene vissuto e si desertifica ad impossessarsene sono i malintenzionati. E la città diventa più insicura».
Gli esercenti si sono rivolti alla Gazzetta di Reggio per denunciare la presenza di un gruppo di uomini che bivaccano da mattino a sera lungo il viale alberato laterale al Valli, sui gradini e sui muretti accanto alle auto in sosta, a pochi passi dall’istituto Filippo Re. «Quel gruppo di persone c’è sempre stato, con l’onnipresente bottiglia in mano. Quelli ubriachi o drogati sono reggiani, che vengono portati in pulmino da un centro di recupero; forse alloggiano in qualche struttura – proseguono i negozianti – Ma da qualche tempo si sono aggiunti due o tre personaggi particolarmente molesti e pericolosi, magrebini e un sudamericano».
È possibile, secondo i negozianti, che queste “new entry” arrivino da via Roma, anzi dal muretto della palestra di via Filippo Re, oggetto di particolari controlli da parte della polizia dopo gli esposti del comitato. «È un’ipotesi che abbiamo formulato noi, non ne siamo sicuri».
Fatto sta che il gruppo che bivacca infastidisce clienti e negozianti. «Fermano i passanti, chiedono l’elemosina e se non si mette mano al portafoglio cominciano a strattonare, urlare, minacciare. “Ti seguo, ti picchio”. Addirittura l’altro giorno li abbiamo visti scuotere la carrozzina di un neonato, dicendo alla mamma “se non mi dai qualcosa...”. La signora si è spaventata: una vergogna».
Gli esercenti precisano che le forze dell’ordine arrivano sempre.
«Il problema è che se quei tizi non commettono reati gli agenti non possono farci nulla. Anzi spesso i carabinieri si prendono insulti impronunciabili». l
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