Reggio Emilia. Il popolo del Liga in attesa: «Sette giorni in tenda per festeggiare insieme»
In città fan da Varese a Napoli: «Rivedersi fa bene»
Reggio Emilia Le notti in tenda a far le ore piccole con amici di tutta Italia. I giorni che scorrono tra birre e canzoni, momenti di siesta e nuove conoscenze.
All’esterno della Rcf Arena Reggio Emilia al Campovolo il popolo del Liga è già pronto. Il raduno di oggi pomeriggio sarà un primo momento per festeggiare in vista del concerto-evento di dopodomani, atteso da oltre tre anni dai sostenitori di Ligabue.
«Non vedevo l’ora dal concerto del 2019 a Roma», esclama Mauro Lanzanova. Il giovane è arrivato martedì da Brescia, come Giulia Gussago. «È difficile descrivere le emozioni a parole», sottolinea invece lei.
I due sono in compagnia di Jessica Befani, perugina giunta lunedì nella città del Tricolore. «Noi abbiamo una vita parallela – testimonia la sostenitrice umbra –. Abbiamo una vita di tutti i giorni e un’altra da concerto. Il tempo passa, ma questa percezione non cambia mai».
Condivide il pensiero la milanese Melissa Papavero. «Essere a Campovolo è come tornare a casa», spiega lei. Davide Bettoni è arrivato sabato scorso da Varese. La curiosità è forte in lui anche per l’inaugurazione della nuova Arena cittadina.
«Se potessi parlare con Luciano gli chiederei dell’Arena – anticipa Bettoni – perché vorrei sapere come è composta. Per me è la prima volta a Campovolo e ho tanta curiosità».
I fan del Bar Mario e i possessori di un biglietto per un concerto della tappa europea 2022 possono dar luogo oggi pomeriggio a un “botta e risposta” con il cantante nel mini-raduno al Campovolo dalle 18 alle 20,15.
Il varesino è impaziente. «Ligabue fa parte della nostra quotidianità da dieci anni – aggiunge il giovane –. Lo ascoltiamo dalla sveglia al ritorno a casa dopo il lavoro. Noi fan ci siamo imparati a conoscere negli anni».
Bettoni è in compagnia di Marco Pappacena, giunto sabato da Torino. «Ci conoscevamo già – interviene Pappacena – e siamo a Campovolo animati dalla stessa passione per Luciano».
Le note di una chitarra regalano emozioni mentre le ore scorrono verso l’agognato concerto. «Siamo abituati ad arrivare prima – evidenzia il napoletano Antonio Vitale, giunto domenica – per goderci non soltanto il concerto, ma anche e soprattutto la parte prima. Condividiamo le emozioni con gli amici del Bar Mario. Rivedersi dopo tre anni fa bene».
Il concerto per i trent’anni di carriera di Ligabue è stato più volte rimandato dal 2020 a dopodomani. «Come dice Luciano, abbiamo tenuto il concerto in ghiacciaia – assicura Vitale – e adesso abbiamo voglia di goderci fino all’ultimo il raduno e il concerto. Ripartire da Campovolo per noi significa tanto: è una bella botta di vita. Dormiamo poco in tenda o nei sacchi a pelo. Andiamo avanti per inerzia».
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