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Ligabue rubato: l’autoritratto “incriminato” appartiene a un guastallese

L’acquisto del quadro avvenne nel 2015


05 giugno 2022 Tiziano Soresina


Reggio Emilia È stato esposto tre volte negli ultimi anni il quadro di Antonio Ligabue (“Autoritratto con spaventapasseri”) risultato rubato in una casa di Boretto nel 1991 ed autenticato nel 1993, ma riportante una chirurgica manipolazione per depistare sul furto ed immetterlo nel mercato dell’arte.

Una vicenda che ora è al centro dell’inchiesta – per ricettazione – avviata in Procura ad Aosta perché l’opera faceva parte della rassegna su Toni organizzata nel valdostano Forte di Bard.

Ma già da sette anni quel quadro era finito nelle mani di un collezionista di Guastalla che l’aveva messo poi a disposizione delle iniziative espositive sul pittore italo-svizzero. Proprietario guastallese che non risulta iscritto nel registro degli indagati, mentre lo sono il critico d’arte reggiano Alessandro Parmiggiani (76 anni, difeso dal legale Noris Bucchi) e la gallerista parmigiana 68enne Patrizia Lodi. Entrambi non hanno fiatato nell’interrogatorio richiesto dal pm Giovanni Roteglia che coordina gli accertamenti dei carabinieri. L’opera “incriminata” ha avuto diversi passaggi di proprietà da quando nel 1991 era stato rubata a Boretto : dalle tre catalogazioni ufficiali – raccolte in altrettanti volumi – si desumono un collezionista di Monza (che fece fare l’expertise all’esperto gualtierese Sergio Negri) sino al 2005, poi uno di Sassuolo (Modena). Ora è stata questa inchiesta a focalizzare l’ultimo proprietario di Guastalla che ne era già in possesso quando tre anni fa le forze dell’ordine erano giunte nella Bassa reggiana alla ricerca del quadro, chiedendo informazioni agli addetti ai lavori.

Il sequestro dell’autoritratto è avvenuto il 21 gennaio scorso all’interno della mostra valdostana che era ancora in corso e stiamo parlando di un olio del 1957 con un valore stimato sui 250-300 mila euro. Basti pensare che all’epoca il quadro era stato venduto per 4mila lire, probabilmente acquistato direttamente dalle mani di Ligabue che in quel periodo godeva finalmente del prestigio cercato per tutta la vita e, quindi, era come “assediato” da galleristi, mercanti e collezionisti. La modifica effettuata sull’autoritratto (cioè l’immagine di una libellula asportata in altro a destra con un bisturi, per poi coprire l’intervento con i colori del cielo) ne aveva fatto perdere effettivamente le tracce, finché nel gennaio scorso la figlia dell’ultima legittima proprietaria borettese (derubata nel 1991) non l’ha riconosciuto nella mostra di Forte Bard e non ha esitato a rivolgersi ai carabinieri per denunciare il fatto.

Ora sull’inchiesta pende l’esito della consulenza tecnica voluta dal pm Roteglia ed affidata a due esperti d’arte che dovranno dare diverse risposte a chi indaga. l


 

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