Reggio Emilia, anche le scuole di Rivalta imbrattate dai no vax
La rivendicazione è del gruppo “ViVi” già noto agli inquirenti. Bianchi e Speranza definiti “nazisti”
Reggio Emilia Prima i sindacati, ora i luoghi della cultura. I “ViVi” tornano a colpire nelle scuole reggiane. A finire nel mirino degli oppositori ai vaccini e alle mascherine stavolta sono stati la scuola media Don Pasquino Borghi e l’Istituto superiore Scaruffi-Levi-Tricolore entrambi ospitati nella ex sede dell’Istituto Ciechi in via Pascal a Rivalta.
«Questo non è vandalismo: è lotta per libertà e diritti», un messaggio apparso nottetempo alla sinistra del portone d’ingresso. Le stesse porte e finestre sono state deturpate da messaggi offensivi verso la politica e non solo.
Patrizio Bianchi e Roberto Speranza, rispettivamente ministro all’Istruzione e alla Sanità, sono tacciati di essere «boia nazisti». L’epiteto accomuna i due politici ad Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, che da tempo domanda al governo provvedimenti per rendere le scuole italiane più sicure.
«La scuola è il girone degli ignavi: qui insegnano a essere schiavi», l’incursione nella Commedia di Dante che deturpa in un “amen” sei porte dell’istituto.
Il colore è il rosso, lo stesso utilizzato in prevalenza da componenti del gruppo. Un gruppo che, a livello nazionale, è ben noto alle forze dell’ordine.
La Polizia di Stato ha effettuato 29 perquisizioni in varie parti d’Italia il 18 novembre scorso. Nella cosiddetta “Operazione ViVi” sono stati scoperti materiali informativi con svastiche cerchiate e messaggi contro un sistema definito “nazi-sanitario”.
I componenti del gruppo avrebbe utilizzato Telegram per reclutare (attraverso gruppi pubblici) e coordinare (in gruppi segreti) le attività. Le forze dell’ordine ipotizzano un quadro più ampio, con reati che vanno su scala nazionale dalla costituzione e partecipazione ad associazione segreta, all’istigazione all’interruzione di pubblico servizio, all’associazione a delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti.
Circa due settimane fa scritte attribuibili al gruppo sono state ritrovate sulla scuola media Calvino. Ne ha fatto le spese la sede di Reggio Sud della Cgil, sindacato preso di mira a livello regionale dai “ViVi”. Tra gli obiettivi degli imbrattamenti il sindacalista reggiano Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil.
Il simbolo che contraddistingue i “ViVi” è rappresentato da due “V” incrociate, iscritte in un logo. Gli inquirenti riconducono l’immagine a una citazione cinematografica di “V per vendetta”.
Il prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli ha annunciato una stretta dopo gli episodi di maggio. «È fondamentale innalzare il livello di sicurezza, reale e percepita, dei rappresentanti sindacali – la sferzata del prefetto reggiano –. A tale proposito, è indispensabile che intrattengano un proficuo rapporto di collaborazione con la Digos segnalando ogni comportamento sospetto».
L’8 aprile identificati due giovani reggiani per scritte da “Vivi” sulla biblioteca universitaria Unimore.
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