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Saman, scattano nuove ricerche: sommozzatori in quattro pozzi

I vigili del fuoco e i carabinieri hanno ispezionato un ex caseificio di Novellara che si trova vicino all’azienda agricola “Le Valli” dove vivevano gli Abbas


05 giugno 2022


Novellara Lunedì scorso, per tutto il giorno, i carabinieri del Nucleo investigativo di Reggio Emilia, la squadra dei cinofili di Bologna e i sommozzatori dei vigili del fuoco, hanno effettuato delle ricerche del corpo di Saman Abbas in alcuni pozzi, mai esplorati in passato, all'interno di un ex caseificio diroccato e pericolante situato nelle adiacenze della azienda agricola “Le Valli”, dove abitava la famiglia degli Abbas. È stato impiegato lo stesso cane che ha trovato il cadavere di Giuseppe Pedrazzini nel pozzo di fianco a casa sua a Cerrè Marabino di Toano.
Anche in questa occasione non è stato trovato il corpo della ragazza pakistana scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio dello scorso anno.



Il casolare in questione, ubicato in Strada Reatino, da anni giace in stato di abbandono, è parzialmente crollato ed è stato fagocitato dalla vegetazione spontanea.
Il plesso fu già oggetto di meticolose ispezioni l’anno scorso, con l’ausilio di squadre di vigili del fuoco e dei cinofili, ma la novità che ha innescato la giornata di ricerche di lunedì scorso è stata la segnalazione agli inquirenti proveniente dall’anziano proprietario del sito, che si è ricordato dell’esistenza di quattro pozzi resi pressoché inaccessibili dal propagarsi di alberi e arbusti che negli anni hanno colonizzato tutta l’area.

Non è chiaro se i pozzi servissero per l’approvvigionamento dell’acqua necessaria per la produzione del formaggio o per lo stoccaggio dei liquami.
In ogni caso si trattava di un luogo potenzialmente cruciale per la ricerca del corpo di Saman Abbas, ma che fu ignorato l’anno scorso, proprio perché completamente nascosto dalla fitta vegetazione circostante.
Anche in questa occasione, di fronte a questa segnalazione, gli inquirenti hanno deciso di non lasciare nulla di intentato.

La giornata è quindi iniziata coi vigili del fuoco che dapprima con gli escavatori hanno pulito la vegetazione nell’area indicata dal proprietario, per riportare alla luce i quattro pozzi adiacenti il rudere abbandonato. Per tenere lontani eventuali curiosi, alcuni addetti del Comune di Novellara hanno provveduto a recintare l’area con appositi nastri segnaletici.

Poi sono stati divelti i tombini dei pozzi, tuttora contenenti acqua, dove si sono calati i sommozzatori, mentre l’area veniva di nuovo setacciata dal cane molecolare. Anche stavolta non c’è stato nessun ritrovamento, esattamente come l’anno scorso, quando tutta l’area circostante l’azienda agricola dove abitavano gli Abbas fu oggetto di una massiccia campagna di ricerche iniziata a inizio maggio e protrattasi fino a metà luglio, quando le operazioni furono sospese a tempo indeterminato.



Secondo gli investigatori, Saman sarebbe stata uccisa a seguito di un complotto omicida architettato dal clan familiare perché la18enne aveva rifiutato un matrimonio forzato con un cugino. Il 17 maggio cinque familiari sono stati rinviati a giudizio: il prossimo 10 febbraio inizierà il processo.



 

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