Angeli e Demoni, a Reggio Emilia il processo parte al rallentatore
Tiziano Soresina
Da sostituire il presidente della Corte e un giudice
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Reggio Emilia Fra due giorni – nell’aula di Assise – sarà una partenza in salita per il processo con rito ordinario decisamente più atteso degli ultimi anni e che dal rivelarsi dell’inchiesta (nel giugno 2019) ha avuto una risonanza nazionale con tanto di lunga scia di ruvide polemiche politico-giudiziarie.
Stiamo parlando di “Angeli e Demoni”, affollato procedimento con al centro alcuni affidi in Val d’Enza considerati illeciti dalla pm Valentina Salvi che ha coordinato le indagini dei carabinieri. E l’avvio della battaglia legale – 17 imputati, 32 parti civili, l’Unione Val d’Enza come responsabile civile – non sarà dei più facili per una serie di ragioni. Che si entrerà nel vivo in aula solamente nel 2023 lo si desume subito dalla composizione del collegio giudicante a dir poco provvisorio, visto che due magistrati su tre (il presidente Simone Medioli Devoto e la collega a latere Chiara Alberti) presto lasceranno il nostro tribunale, in quanto trasferiti in altre sedi. Quindi occorrerà un “rimpasto” della Corte che richiederàovviamente tempo per individuare i giudici definitivi.
Comunque sia, in questa sorta di partenza rallentata non dovrebbero però mancare le prime prese di posizione in punta di diritto relativamente alla costituzione delle parti, perché potrebbero profilarsi richieste di nuove costituzioni di parte civile da parte di persone o associazioni che si ritengono danneggiate da questa vicenda e non palesatesi nell’udienza preliminare (sulla carta da non escludere nemmeno la richiesta di altri responsabili civili). E, complessivamente, sulle costituzioni di parte civile si dovrebbero innescare le eccezioni da parte di alcuni avvocati difensori. Un botta e risposta che potrebbe prolungare non poco questa prima udienza dell’8 giugno, con l’annessa incognita di chi poi si esprimerà su questi “nodi” (la Corte provvisoria o quella futura definitiva?). Stesso discorso – nel caso ci si arrivi n questa “tappa” iniziale – per le eccezioni preliminari . Insomma, la pressione mediatica (televisioni, agenzie di stampa e quotidiani provenienti da tutta Italia) che accompagna da tre anni “Angeli e Demoni” , racconterà – mercoledì – più schermaglie procedurali che spinose ricostruzioni legate ai 97 capi d’imputazione.
Dei 24 imputati iniziali, sono 7 quelli che hanno definito la loro posizione nel novembre scorso nell’udienza preliminare: lo psicoterapeuta Claudio Foti (del centro “Hansel e Gretel”) è stato condannato a 4 anni di reclusione, assolta «perché il fatto non sussiste» l’assistente sociale Beatrice Benati, «non luogo a procedere» e relativo proscioglimento per Daniela Scrittore (referente per la Programmazione politiche familiari del Comune di Reggio Emilia), Nadia Campani (responsabile dell’ufficio di piano dell’Unione Val d’Enza), Barbara Canei (istruttrice direttivo- amministrativa del servizio sociale), Sarah Testa ( psicoteraapeuta del centro “Hansel e Gretel”) e Attilio Mattioli (dirigente responsabile dello staff organizzazione e sviluppo risorse umane dell’Ausl). In fase di indagini ha patteggiato 1 anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa) l’assistente sociale Cinzia Magnarelli.
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