Alla Rcf Arena Reggio Emilia il risveglio del giorno dopo è pulito
Gabriele Farina
Coopservice e Iren Ambiente sgomberano Campovolo e dintorni dai tanti rifiuti. Treni in ritardo, i “fedelissimi” sopportano: «Per il Liga questo e altro»
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Reggio Emilia La (pulita) quiete dopo la tempesta di emozioni. Ieri mattina Campovolo si risveglia ancora carica di adrenalina, ma libera dai rifiuti del concerto. Sin dalla sera di sabato i personali di Coopservice e di Iren Ambiente sono all’opera. I primi gestiscono la raccolta dai cancelli alla Rcf Arena Reggio Emilia. I secondi si prendono cura degli spazi esterni, dall’area verde di via dell’Aeronautica fino alle vie limitrofe e ai parcheggi.
Una cinquantina le persone coinvolte con venti mezzi tra spazzatrici, idropulitrici, compattatori e un “ragno” per sollevare e spostare con maggiore facilità i rifiuti.
Una cinquantina le persone coinvolte con venti mezzi tra spazzatrici, idropulitrici, compattatori e un “ragno” per sollevare e spostare con maggiore facilità i rifiuti.
«Abbiamo iniziato la pulizia dell’area attigua già da sabato mattina – descrive Federica Grassi, responsabile del servizio Raccolta e Spazzamento Emilia per Iren Ambiente – e abbiamo proseguito all’inizio del concerto, concludendo una volta che le persone sono defluite. Alle 8 era tutto pulito e lavato».
Le operazioni proseguono nella notte mentre fan del Liga rimasti fuori dall’Arena accompagnavano le canzoni del beniamino con le loro voci. Le emozioni restano impresse per tutta la mattina.
Alle 11,30 Tiziana Testa e Alessia Iannaccone attendono alla stazione Mediopadana il treno che le riporterà rispettivamente ad Avellino e Roma. «Abbiamo dormito a Modena – commenta Testa – e ieri mattina abbiamo dovuto prendere il taxi perché tutti i treni sono stati soppressi. Già sabato siamo partiti in ritardo per il deragliamento di un treno tra Roma e Napoli».
Il concerto vale il ritardo. «Per il Liga questo e altro», assicura la prima. Il coro è presto composto. «Ne valeva sicuramente la pena – aggiunge la seconda –. Lo rifaremmo senz’altro».
Testa rivolge un consiglio agli organizzatori: «Le file ai bar erano interminabili: forse qualche punto in più sarebbe stato utile. Dovevi fare anche due ore di fila per prendere da bere o da mangiare. Gli spazi erano comunque perfetti come l’audio: si stava bene e si sentiva bene».
Ha qualcosa da ridire Daniele Minniti, giovane siciliano che alle 12,10 attende alla stazione centrale il treno per Bologna per poi tornare con alcuni amici a Palermo. «Il concerto è stato emozionante – osserva Minniti – ma ogni tanto la voce di Luciano non si sentiva, coperta dagli strumenti, magari nelle note basse. L’audio del microfono si deve migliorare».
La pagella resta positiva. «Ci siamo trovati benissimo – assicura il gruppo siciliano – L’Arena è bene organizzata e gli spostamenti sono andati bene. Per il Liga un viaggio del genere si deve fare».
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